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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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31/12/14

Il coraggio

Le relazioni con il nostro prossimo sono sempre condizionate dalla volontà di non cadere a indebiti compromessi "spirituali". ( Atti 5:29 ) Per impedire questo tutti noi abbiamo un acerrimo controllore interno che ci impedisce di avere questo o quel atteggiamento ritenuto poco degno e/o poco spirituale. (Atti 23:1) "Guardando attentamente il Sinedrio, Paolo disse: “Uomini, fratelli, fino a questo giorno mi sono comportato dinanzi a Dio con perfetta buona coscienza." Per coerenza ci aspettiamo quindi che quella ragionevole censura che ci siamo imposti sia però condivisa anche dagli altri. ( Lamentazioni 3:24 ) "24 Geova è la mia parte”, ha detto la mia anima, “perciò sarò in aspettativa di lui”.Ma come nelle pie illusioni non accade mai che sia così, quando i controllori interni dei fratelli differiscono per qualità e quantità nelle congregazioni possono nascere vere e proprie spaccature. Le attività delle congregazioni sono talmente intense e talmente coinvolgenti che costringono i fratelli ad avere relazioni più o meno quotidiane. Se le interpretazioni che diamo al comportamento spirituale differiscono, nasceranno inevitabilmente contrasti che io definisco "sul nulla" ma nonostante questo possono comunque arrivare anche a violenti scontri verbali ma non solo. Celebre è stato il pugno che un fratello ha dato ad un usciere del parcheggio di una assemblea per risolvere in modo efficace una questione di direttiva male interpretata. 

Come anziani abbiamo spesso avuto a che fare con questioni relative alla direttiva, in particolar modo nella preparazione delle assemblee e le relative adunanze per la programmazione delle attività. Il problema è che tutte queste adunanze vengono effettuate da improvvisati comitati di gestione da fratelli che vestiti da manager argomentano su problemi che nessuno dei partecipanti conosce. Ricordo ancora gli sguardi perplessi di molti anziani mentre mi chiedevano "Scusa ma in che senso ?". Il risultato era che si facevano richieste che non si capivano e si davano risposte a schiovere senza criterio. Per ovviare a questa premessa dallo sconfortante estremo caos gli incarichi vengono dati ai soliti fratelli che creano una classe di responsabili del reparto che come una casta si tramanda le mansioni da padre in figlio ( esattamente come i notai e i tassisti). Gli incarichi alle assemblee diventano estenuanti per l'eccessivo rigore e questo viene spacciato sempre con un problema di ubbidienza alla direttiva. Così le parole dell'apostolo Paolo riecheggiano continuamente Ebrei 13:17 "Siate ubbidienti a quelli che prendono la direttiva fra voi e siate sottomessi, poiché essi vigilano sulle vostre anime come coloro che renderanno conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, poiché questo sarebbe dannoso per voi." I sorveglianti stessi mi hanno confidato all'orecchio le differenze organizzative con altre nazioni, nella gestione delle assemblee. Triste a dirsi questi modelli vengono ripetuti dentro le congregazioni con tutti gli effetti negativi che ne conseguono.


Le contribuzioni alle assemblee vengono contate da volenterosi fratelli durante le assemblee stesse. Il reparto contabilità dell'assemblea non si occupa minimamente della gestione e non conosce le spese che la sala delle assemblee deve affrontare. Le suddivisioni delle contribuzioni che vengono annunciate di solito l'ultimo giorno del congresso sono preparate in privato dal presidente assieme al CO e un tempo al DO. A questo faceva seguito però l'imbarazzante consenso per alzata  di mano nella adunanza di domenica dove erano invitati tutti gli anziani della circoscrizione. Ora io non ho mai contestato le suddivisioni anzi mi sono sempre sembrate ragionevoli ma per quale motivo c'era bisogno di un consenso per alzata di mano con anziani nominati palesemente finto ? Coerentemente con questa superficialità nella gestione delle contribuzioni ci sono state inevitabili debacle quando ad esempio un sorvegliante ha spalmato le spese dell'auto che erano diventate insostenibili alle varie circoscrizioni. Saltò qualche nomina in giro poi Da NewYork arrivò l'istituzione del CAR COMMITTEE che durò un paio d'anni giusto per adempiere alla richiesta di ubbidire alla direttiva. Gli annunci delle spese sono inevitabilmente non esaustivi per la brevità che gli viene assegnata. Il problema sembra che coinvolga tutti i fratelli che tribolano cercando di mettere delle pezze ad buroteocrazia che fa diventare impossibili anche i problemi semplici. Dopo aver considerato I Timoteo 2:23 "Inoltre, respingi le questioni stolte e da ignoranti, sapendo che producono contese. " e quindi respingendo le questioni stolte e quelle da ignoranti, facciamoci una domanda seria "Perchè non cominciamo a trovare il coraggio di spiegare dove finiscono i soldi ?"



Giacomo 13:5 "La [vostra] maniera di vivere sia libera dall’amore del denaro, accontentandovi delle cose presenti. Poiché egli ha detto: “Non ti lascerò affatto né in alcun modo ti abbandonerò”. 

26/12/14

Come sopravvivere nel tempo della fine: l'inganno del gusto personale

Non è difficile sentirsi discriminati dentro congregazioni che sono vittime del pettegolezzo. L'abbigliamento è l'aspetto più stringente che crea indubbi stati di sofferenza nei fratelli. In alcune congregazioni il senso estetico  è diventato un problema.


Ezechile 16:13 "E continuasti a ornarti di oro e argento, e il tuo abito fu di lino fine e di tessuto costoso e una veste ricamata"

Da un a parte, i fratellli reazionari vestono giacche con intarsi in pelle di coccodrillo doppi colletti, doppie tasche, asole che diventano intarsi baroccheschi. Bracciali, in catena o tessuto o di pelle o tutti insieme. Rigorosa brillantina e anello di cuscinetto al pollice. Poi calze di spugna,  dove è scritto che bisogna essere scomodi per essere spirituali. Calze dai variopinti colori spesso bianche alla M.Jackson ( se era un fratello, perchè lui si e io no ? ) e alla fine consunti camperos usati, da ottimo cowboy protospirituale ( un buon vaccaro si distignue ). Su un moschettone da scalata senza ghiera cola un ammasso di chiavi composto da multipli mazzi assemblati. I CD musicali è da tempo che non li ascolta, ha solo mp3 di cantici suonati con chitarra elettrica e distorsore a palla. Per le sorelle  reazionarie abbiamo bluse aderenti su abiti impero color oro, con intarsi a strass che distraggono l'occhio e impediscono che cada in zone proibite ( la pancia... che avevate capito ). Diamantino sul premolare e dove sta scritto che non si può mettere ? Di conseguenza triplo buco all'orecchio riempiti appena si oltrepassa il marciapiede della sala del regno, bracciale al bicipite e rigorosa cavigliera in argento cinese. Gonne in stampa leopardate in tessuto taiwanese con estensioni di seta o di trina per raggiungere i centimetri mancanti che la toglieranno dalla condizione di sorella poco spirituale. CD Musicali con compilation delle telenovela più acclamate da radio fratelli.

Isaia 63:1 Chi è costui che viene da Edom, con vesti di colori brillanti da Bozra, costui che è onorevole nel suo abito, che marcia nell’abbondanza della sua potenza? “Io, che parlo nella giustizia, che abbondo [nella potenza] per salvare”.

Dall'altra parte abbiamo i fratelli rigoristi che si distinguono con abiti liturgici color petrolio esausto con cravatte che si abbianano solo con il catrame stradale. Hanno la strana mania dell'anello d'oro al mignolo che richiama l'estetica dei vescovi cattolici e i capi clan della sacra corona. Rigorosa camicia bianca tanto da essere scambiati  spesso con i mormoni, pantalone che non tiene la piega, con cinturina in simil pelle, doppio colore marrone pendula. Scarpa di cuoio nera sempre lucide e con lo stesso lucido ci si tinge anche i capelli per far vedere che nella verità non si muore mai. Tutti i bottoni della giacca rigorosamente chiusi con esilarante effetto salsicciotto. I CD Musicali sono solo ed esclusivamente cantici del regno che ovviamente sanno a memoria. Le sorelle rigoriste invece hanno camicette color muffa d'arancia con colletti chiusi all'ultimo bottone. Orecchini in madreperla acquistati al banchetto del riciclo. Maniche in Farpalà in perfetto stile Luigi XVI ( ma credo che anche lo scontrino sia del periodo francese ). Capello legato, rossetto trasparente, smalto trasparente ma la gonna e la sottogonna con tanto di mutanda della salute sono, oltre che idroreppellenti, anche inviolabili da qualsiasi prova finestra o faro al tungsteno. I CD Musicali sono solo ed esclusivamente cantici del regno che ovviamente sanno a memoria.

Con la premessa di prendere queste note con il sorriso. Come possiamo stabilire il gusto nel vestire ? Si possono stabilire divieti ?  E' utile tracciare limiti personali ?  Davvero lo possiamo stabilire per gli altri ?  Può la nostra presuntuosa ragionevolezza essere in grado di  considerare la spiritualità dei fratelli per le scelte che fanno ? L'abito non fa il monaco ma appellarci a questa definizione ha poco senso. Come possiamo coltivare l'arte dell'equilibrio allargando la nostra visione ? Come questo potrebbe influenzare il giudizio che abbiamo di noi stessi ?
cfr : w85 1/4 15, g83 22/7 22


Ebrei 1:10 E: “Tu in principio, Signore, ponesti le fondamenta della terra e i cieli sono [le] opere delle tue mani. 11 Essi periranno, ma tu rimarrai continuamente; e tutti invecchieranno come un abito, 12 e tu li avvolgerai come un mantello, come un abito; e saranno mutati, ma tu sei lo stesso e i tuoi anni non finiranno mai”.


21/12/14

TdG : IL FUTURO CHE VERRA'

Scritto da Consapevole Kirk

 
Perciocchè tutte le cose, che furono già innanzi scritte, furono scritte per nostro ammaestramento; acciocchè, per la pazienza, e per la consolazione delle scritture, noi riteniamo la speranza.

Romani 15 :4   ( Diodati )

Analizzando questo sistema di cose, non possiamo che notare il profondo cambiamento sociale che è avvenuto con le nuove frontiere della comunicazione. Agli albori del rinnovato popolo di Dio l'antesignano Russel ( jv 718) aveva sfruttato tutta la tecnologia mediatica che a quel tempo il sistema rendeva disponibile per divulgare il messaggio del regno. Giornali, riviste in primo luogo ma anche trasmissioni radiofoniche, col tempo i fratelli sfruttarono i celebri fonografi per predicare la buona notizia con indiscutibile efficacia.

Ma come non ricordare anche le rappresentazioni cinematografiche con l'epico Fotodramma  della creazione. Tutti questi  mezzi di comunicazione erano efficaci strumenti per l'opera teocratica. Adesso questo nuovo millennio è e sarà condizionato da una serie di cambiamenti strutturali della società che avranno una causa in comune: Internet ( g 22/07/1997 19).

Perché questo ci interessa ? Perché questi cambiamenti della società benché siano indipendenti dalla venuta del regno ci coinvolgeranno nel bene e nel male. Essi non accelereranno la sua venuta ne la posticiperanno, ma saranno al di fuori di ogni dubbio un elemento che distinguerà il tempo della fine. La predicazione intesa come divulgazione della buona notizia avrà un notevole impulso attraverso questo mezzo che ha caratteristiche mai possedute da nessuno dei media precedenti. Uno di queste caratteristiche è la capacità di oltrepassare i limiti spaziali e temporali dei media tradizionali. Internet infatti permette la comunicazione delle persone in qualsiasi posto si trovino sulla terra e in qualsiasi momento ,senza costi apparenti. 

Internet e la scrittura come mezzo di comunicazione

Scherzando un po' possiamo dire anche ad esempio che con internet non hai bisogno di suonare un campanello per entrare in casa delle persone, perché con il web sei già dentro le loro case. In realtà, cosa significa questo cambiamento epocale della società per noi ? La scuola di ministero teocratico ci aiuta in modo potente nella capacità della oratoria e della dialettica ma in questo sistema questa qualità risulta poco utile. Nel web è invece l'arte della scrittura quella che si deve imparare a maneggiare e a controllare. Gli Sms, le e-mail, le risposte ai post come questo, sono tutti strumenti che utilizziamo per comunicare attraverso la scrittura ( w 15/03/2003). Scrivere non è come parlare. Le cose scritte rimangono nel tempo e si rinnovano nella nostra mente tutte le volte che leggiamo. Considerate che la scrittura è il potentissimo mezzo utilizzato da Geova per farci pervenire la verità rivelata ( Romani 15:4 ).


Anche a noi viene data la possibilità di utilizzare la scrittura come mezzo di comunicazione attraverso la rete. Ma a questa possibilità corrisponde una grande responsabilità. Banalizzando il concetto se scriviamo cose positive queste si rinnovano nel loro aspetto benefico ma se scriviamo cose negative o sbagliate demoliscono in modo più grave di quello che possiamo immaginare. Il web in pratica è alla stessa stregua di una leva finanziaria negli investimenti del forex azionario, si possono ottenere grandi guadagni ma anche devastanti perdite. Abbiamo ad esempio notato che nel web ci sono tanti esempi discutibili come ad esempio quella sezione di un forum redatta da testimoni di Geova che ha la pretesa di controbattere alle scempiaggini di Radio Maria (Prov 13:16).

Quale sfida si pone davanti al proclamatore del Regno ?

Quale sfida quindi si pone davanti al proclamatore consapevole ? Tante. Predicare scrivendo necessita capacità differenti rispetto a quelle che dobbiamo avere quando invece parliamo ad una persona direttamente. Scrivere un breve commento in un blog come questo o in qualche forum gestito da fratelli è un buon inizio per imparare a esprimersi teocraticamente attraverso la scrittura. Non sopravalutatevi voi e non sottovalutate la scrittura, scrivere ha aspetti che sono solo in apparenza più semplici dell'arte oratoria in realtà sono molto complicati. Imparare questa arte bisogna studiare molto e per essere buoni scrittori ci vogliono anni. 

Sarebbe davvero bello che la scuola teocratica proponesse una piccola sezione dedicata alla scrittura. Da un punto di vista organizzativo ci sarebbero indubbi benefici. I fratelli imparando a scrivere riuscirebbero ad incrementare in modo consistente la loro capacità di esprimere concetti e di sviluppare un pensiero coerente e ragionevole ( Prov 1:5). La scrittura ha ad esempio  anche proprietà antidepressive che permettono di migliorare il nostro equilibrio spirituale. Migliorando le qualità personali migliorerebbe anche la capacità di divulgazione nell'opera del regno. Per ultimo ma non per importanza aumentando la qualità spirituali dei fratelli aumenterebbero la qualità spirituali della congregazione che diventerebbero più forte è più stabili ( Colossesi 2:6,7).

Queste nel prossimo futuro che verrà, saranno tutte sfide che dovremmo imparare ad affrontare. Saremo pronti ?



Consapevole Kirk





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13/12/14

Come sopravvivere nel tempo della fine: la giusta prospettiva

"perché il male imperversi é sufficiente che le persone buone non facciano niente" ( Anonimo )

I Samuele 28:16 
E “Samuele” proseguì, dicendo: “Perché, dunque, interroghi me, quando Geova stesso si è ritirato da te e mostra d’essere tuo avversario? 17 E Geova farà per sé proprio come parlò per mezzo mio, e Geova strapperà il regno dalla tua mano e lo darà al tuo prossimo, a Davide. 18 Giacché non hai ubbidito alla voce di Geova, e non hai eseguito la sua ira ardente contro Amalec, perciò questa è la cosa che Geova certamente ti farà in questo giorno. 19 E Geova inoltre darà Israele con te in mano ai filistei, e domani tu e i tuoi figli sarete con me. Perfino il campo d’Israele Geova darà in mano ai filistei”.

Lui era li su una roccia di un'altopiano che era sopra la valle Giordano e il messaggero venne a confermargli che suo padre era stato detronizzato dal profeta Samuele. Certo i rapporti con suo padre non erano idilliaci irruento e instabile Saul era tutt'altro che una persona semplice con cui stare. A questo punto però il profeta chiarì a tutti, quello che già era evidente da tempo, Saul non aveva più la benedizione di Geova e non sarebbe stato più re. Ma la cosa veramente tragicomica di questa storia era che Saul era il primo re di Israele ( il popolo del vero Dio ) ma lui, Gionatan, non sarebbe diventato il legittimo erede regnante. Samuele aveva anche chiarito che lui purtroppo non ne avrebbe preso il posto così come gli sarebbe spettato. Ma è facile intuire che in quel momento Gionatan era anche felice. Perchè ? Perchè il problema della lealtà era stato risolto.


I Samuele 26:8
8 Abisai disse ora a Davide: “Dio ti ha oggi ceduto in mano il tuo nemico. E ora lascia, ti prego, che lo inchiodi a terra con la lancia una sola volta, e non glielo farò due volte”. 9 Comunque, Davide disse ad Abisai: “Non lo ridurre in rovina, poiché chi ha steso la mano contro l’unto di Geova ed è rimasto innocente?"

La risposta di Davide al servitore Abisai ci fa comprendere quale inclinazione di cuore aveva questo fedele servitore di Geova in tempi non sospetti. Anche se risulta poco evidente Gionatan aveva la precisa volontà di non interferire con il volere di Geova. Gionatan poteva richiedere di prendere possesso del regno prima che Saul fosse deposto ? Possiamo riconoscere la grande  lealtà verso Geova e di conseguenza verso il suo amico Davide ? Saul non era più riconosciuto degno dell'incarico avuto e Gionatan se ne rendeva conto. In quei momenti c'era una questione importante di lealtà che gli si poneva davanti. Sarebbe stato leale all'organizzazione di Dio sulla terra o a quella nei cieli ? Saul era l'unto di Geova e Gionatan e Davide lo sapevano bene ( I Samuele 9:27 10:1 ). Quale giustizia avrebbero ricercato ? Le scelte che avrebbero preso, dove li avrebbero portati ? Quale sarebbe stata la prospettiva che si sarebbe posta davanti a loro ?

Nella vita di ogni buon cristiano ci sono tante cose importanti che si devono fare. Lo studio, la preghiera, la dedizione al servizio. Molto spesso le pubblicazioni ci hanno addestrato ad avere tante forti qualità per riuscire a superare tutte le tendenze negative ( w 15/10/03 "Aggiungete alla conoscenza la padronanza di sé" w 1/11/98 "Continuate a operare la vostra salvezza!" ). Abbiamo provato disagio quando ci accorgiamo che gli sforzi che facciamo, per mantenerci integri, non sono condivisi ? Se gli impegni che ci siamo assunti sono diventati gravosi, di chi è però la colpa ? Umanamente parlando, sostenere che la colpa delle nostre disgrazie è sempre di qualcun altro o di qualcos'altro è una tendenza negativa molto semplice da acquisire. Abbiamo imparato ad avere la giusta prospettiva, in modo da anticipare i problemi ? ( w 15/03/06 “Ciascuno porterà il proprio carico”)



Evitando di dare giudizi di merito ed includendo tutti compreso il sottoscritto, negli anni 80 dentro molte congregazioni c'era l'indubbia tendenza all'intruppamento. I fratelli si distinguevano anche per la forte rigidità e i forti distinguo con il sistema di cose. Io ricordo alcuni fratelli particolarmente integralisti che osteggiavano tutti i mezzi mediatici ( e il loro acquisto ) come la radio e la televisione, perchè venivano considerati come gli strumenti di Satana e la sua propaganda. ( w 15/02/70 "Un mondo senza fede" ) Considerate che  adesso questi stessi fratelli hanno mirabolanti profili su Facebook, mentre il paradosso è che io stesso, adesso diventerei un vaccaro nei loro confronti. Alcuni di questi atteggiamenti assunti, possono essere complicati da gestire e la semplice sopportazione potrebbe diventare una tediante tortura ( II Tim 1:12, II Tim 2:10 ). Una volta un fratello giovane e poco ponderato tentava di spiegarmi in modo accalorato che, come cristiani anche se non eravamo legati ad una data non era ragionevole pensare, così come facevo io, che avremmo visto il millennio passare  ( erano gli anni 80 appunto ). Un po' il fratello era traviato dall'ingannevole concetto della generazione che non era solo condiviso ma anche predicato e un po' era semplicemente limitato per tanti motivi ( w 1/12/1980 "Siate vigilanti" ). Ma non potevo fargliene una colpa, tutti i fratelli che si definivano spirituali la pensavano cosí. Per questo mio disallineamento mi chiedevo : Quali interessi dovevo perseguire nella mia corsa cristiana ? Quale era la mia prospettiva di fedele servitore di Geova ? Da cosa si deve, o forse meglio, si dovrà riconoscere il mio progresso spirituale ? La nomina, in particolare, è o sarà il risultato di quale progresso ? L'esempio di Davide e Gionatan potevano essermi di aiuto ?


Questa piccola esperienza mi ha fatto comprendere che per scegliere la consapevolezza cristiana ci si mette in una posizione estremamente più complicata e difficile. Tutte le profezie e gli intendimenti devono essere ponderati e applicati con estrema cautela. ( 1 Cor 2:10, Ebrei 4:12, Romani 11:33 ) Lo studio aumenta esponenzialmente e le sua applicazione nella vita di tutti i giorni diventa una continua prova che non può fare affidamento sulla "soddisfazione" della nomina. Se sei un nominato, prima di chiederti se puoi fare di più chiediti anche se manterresti lo stesso impegno senza la gratificazione della nomina ( Isaia 1:11,16 ). E' ovvio che dobbiamo avere molto chiare le idee per quanto riguarda il rispetto dell'unità cristiana e rendersi conto che questa posizione debba essere purtroppo il risultato di un compromesso. Ricordate Gionatan ? La seppur legittima contestazione degli aspetti contraddittori, deve essere finalizzata ad uno scopo diverso rispetto alla ragione personale. Evitiamo di considerarci come vittime di effetti collaterali e comunque impariamo a demandare il tempo delle rivendicazioni. Per la sopravvivenza quotidiana, alcuni prendono in considerazione l'ipotesi del compromesso teocratico. Il compromesso non essendo fatto con Dio viene fatto rientrare più o meno inconsciamente in quella che lo schiavo stesso a suo tempo lo aveva definito con il controverso termine di "strategia teocratica" ( rif. w 15/05/88 "Servite Geova di comune accordo" ) e che però ben si addice alla vita in trincea di molti fratelli. La trincea di una guerra che sembra impossibile da vincere, contro noi stessi e contro questo sistema guidato da Satana. Sempre più spesso abbiamo l'impressione che l'unica prospettiva sia una gara di sopravvivenza. Non è forse quello il momento di confidare in Geova ?


Possiamo alleggerire il peso rendendo la verità meno pressante, senza compromettere la gravità delle questioni in gioco ? Un modo semplice potrebbe essere quello di avere quel tanto di ironia da permetterci di guardare la questione da un angolo diverso. C'è da tenere conto che il termine "ironia" non è un termine biblico e di conseguenza non viene mai utilizzato dalla società nelle pubblicazioni se non in contesti negativi. L'effetto più marcato è che i fratelli troppo "allineati" non hanno questa qualità. E' indubbio però che con una piccola battuta possiamo riuscire a dare ai problemi la giusta dimensione ( questo non vuol dire negarli ma non vuol dire nemmeno ingigantirli ) e per questo parliamo di giusta prospettiva. Se siamo anziani e dobbiamo riprendere un fratello sfruttiamo il potere lenitivo del sorriso ( Giobbe 29:24 ). Non dobbiamo fare i pagliacci o diventare dei Patch Adams teocratici per la riprensione  ma un pizzico di ironia è vitale ed è comunque indispensabile per una sana visita pastorale. Quale risultato vogliamo ottenere ? Manteniamo sempre alta la guardia in questi giorni della fine, resistendo a tutte le forze che possono farci perdere l'equilibrio, in particolar modo dentro la congregazione. Evitiamo il laccio della sterile lamentela, ricordando la lealtà di Gionatan e ricordando anche che la giusta prospettiva si ottiene sempre con almeno due punti di vista. 







II Cor 13:7

7 Ora preghiamo Dio che non facciate nulla di male, non per apparire noi stessi approvati, ma affinché voi stessi facciate ciò che è eccellente, benché noi possiamo apparire disapprovati. 


12/12/14

TDG : EVOLUZIONE DELLE DIRETTIVE SULL' ESPULSIONE DEI MEMBRI E RELATIVE REGOLE.


1980 o 1952 ?





La pratica della disassociazione con gli annessi comportamenti ostracizzanti, non fu un'invenzione del CD del 1980, fu introdotta per la prima dai TdG nel 1952. Poi nel 1974, (in Italia nel 1975, si veda al riguardo w 15/01/1975) si assunse un atteggiamento più equilibrato,più moderato, più umano e cristiano verso i disassociati. Ma non durò a lungo, perché nel 1981 (w 15/9/1981 edizione italiana 1/1/1982) si tornò alla posizione rigida precedente al 1975.Che poi è rimasta immutata fino ad oggi (w 11/2014).

Nel maggio del 1980 alla sede centrale ci furono una serie di disassociazioni per "apostasia contro l'organizzazione" (Km 09/1980). Raymond Franz (08/05/1922- 02/06/2010) in quell'occasione non fu disassociato, diede solo le dimissioni dal Corpo Direttivo e continuò ad essere testimone di Geova fino a novembre 1981, quando, per ironia della sorte, anche lui fu disassociato per aver violato le norme sulla disassociazione contenute nella w 15/09/1981 ed. ital. 1/1/1982. Sembrerebbe per aver pranzato in un ristorante con un suo amico, ex tdG, che poi era anche il suo datore di lavoro.

La pratica della disassociazione,così come noi la conosciamo, fu introdotta per la prima volta nelle congregazioni dei TdG nel 1952. L'articolo che diede il via a questa procedura poco aderente alle Sacre Scritture e agli insegnamenti del Maestro, si intitolava "Mantenere l'organizzazione pura" e fu pubblicato sulla w 1/3/1952 (ediz. italiana 15/8/1952 pp.243-253). Perché il fratello Knorr fece una
riforma così drastica nel 1952 ?

Pare ,a quanto sembra , che molti fratelli alla sede centrale e non, furono scossi da un gravissimo scandalo interno alla betel stessa ,che coinvolse beteliti e fratelli delle congregazioni dello Stato di New York.
Un informativa sostiene che vi fosse una sorta di scambio di coppie e relazioni extra-coniugali, tra coppie che servivano in betel e altri nelle congregazioni, e altre pratiche simili riguardanti la moralità  . Probabilmente, e a ragione ,il fratello Knorr si rese conto che doveva fare qualcosa, e li sul momento optò per una riforma drastica, che al momento sembrava la più utile al popolo di Geova , soprattutto li alla sede centrale e in America. Ma sappiamo a quali ripercussioni portò la riforma Knorr e oggi và rivista alla luce della
bibbia e dei fatti che avvengono nelle congregazioni di mezzo mondo.

E PRIMA DEL 1952 ?

Prima di allora, durante la presidenza di Russell e Rutherford, premesso che “la somministrazione della disciplina non è solo degli anziani, ma di tutta la Chiesa. ...", la procedura da seguire con gli espulsi era quella indicata in Matteo 18:15-17. (Si veda al riguardo Studi sulle scritture Vol. 6 The New Creation pp.289,290).

L'espulso veniva trattato come “come un pagano e un pubblicano – Matteo 18:17”. ..."Secondo questa Scrittura, tutto ciò che la chiesa potrebbe fare sarebbe, dopo aver invano cercato di indurre il fratello a pentirsi e a cambiare, quello di ritirare la speciale comunione fraterna con lui fino a quando egli avrebbe espresso la volontà poi di fare il bene. Poi dovrebbe essere ricevuto di nuovo in piena comunione. Nel frattempo il fratello può semplicemente essere trattato gentilmente, in modo cortese, come sarebbe giusto per noi per trattare qualsiasi pubblicano o Gentile"- (w 1/3/1919 p.69) Come siamo lontani anni luce da questi insegnamenti cristiani ed amorevoli!!!

Possa Geova intervenire sul corpo direttivo affinché sia pienamente consapevole dell'allontanamento
lento e graduale dagli insegnamenti cristiani in merito al come procedere nei casi di espulsione .





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03/12/14

TdG blog - " La generazione "


Questo mio post forse è troppo lungo per il blog... ma mi piacerebbe condividerlo con voi. Riguarda l'interpretazione data sulla Generazione che è cambiata nel corso del tempo.

Sono johNDoe.

Questa cosa sull'interpretazione della generazione è una cosa che da tempo mi fa riflettere.
ricordo da piccolo facevo spesso dei calcoli. se la generazione abbracciava quelli che erano in vita all'inizio del 1914 e che avevano visto gli avvenimenti di quel tempo, non sarebbero passati molti altri anni.
prima consideravo i miei nonni, poi quando sono venti meno, avevo in mente qualche sorella anziana della congregazione, poi qualcosa comnciò a cambiare. forse fu proprio una domanda dai lettori apparsa in una rivista del 1989 "I cristiani del I secolo credevano che la fine di questo sistema malvagio venisse nell’arco della loro vita?" che cominciò a farmi riflettere.Matteo 24:42 “Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore”
, 1 Tessalonicesi 5:1 "Ora circa i tempi e le stagioni, fratelli, non avete bisogno che vi si scriva nulla.  Poiché voi stessi sapete benissimo che il giorno di Geova viene esattamente come un ladro di notte". L'articolo commentava:

"Senza dubbio, per un cristiano di quei tempi non era irragionevole pensare che la fine potesse venire nell’arco della sua vita. E anche se per qualche incidente o per cause naturali egli fosse morto prima della fine, sarebbe comunque vissuto con il giustificato senso d’urgenza che Gesù e le Scritture ispirate infondevano. Tutto ciò si applica ancor di più a noi, nella tarda ora in cui viviamo. Parafrasando le parole di Paolo, non possiamo negare che ‘ora la nostra salvezza è più vicina di quando i primi cristiani divennero credenti e anche di quando noi stessi divenimmo credenti. La notte è inoltrata; il giorno si è certamente avvicinato’.
Nella storia, a cominciare dalla prima guerra mondiale, abbiamo potuto vedere accumularsi un’enorme quantità di prove, prove che dimostrano che viviamo nel termine del sistema di cose. Anziché preoccuparci di indovinare il momento esatto in cui verrà la fine, dovremmo badare a predicare la buona notizia, che può salvare la vita a noi e a molti altri. — 1 Timoteo 4:16.
Abbiamo validi motivi per aspettarci che questa predicazione sarà completata nel nostro tempo. Significa questo che sarà completata entro questo mese, questo anno, questo decennio, questo secolo? Nessun essere umano lo sa, poiché Gesù disse che non lo sapevano ‘nemmeno gli angeli dei cieli’. (Matteo 24:36) E non abbiamo neanche bisogno di saperlo mentre continuiamo a fare ciò che il Signore ci comanda di impegnarci a fare. La cosa più importante è che vengano compiute la volontà e l’opera di Dio, e che noi vi partecipiamo il più pienamente possibile. In questo modo riusciremo a “scampare da tutte queste cose destinate ad accadere, e a stare in piedi dinanzi al Figlio dell’uomo”. — Luca 21:36."

Credo sia cominciata proprio da qui una mia lettura tra le righe di affermazioni riguardanti una riconsiderazione sull'imminenza del Giorno di Geova. L'interpretazione data alla profezia della Generazione inchiodava un po' troppo i termini entro un periodo di tempo che stava inesorabilmente scadendo. Che cosa sarebbe successo? Ecco che progressivamente si sono mandati segnali riguardanti comunque l'importanza di non vivere in funzione di una data, quasi a smorzare eventuali aspettative, forse ingiustificate, disattese dal trascorrere del tempo.

Quando ho letto le nuove interpretazioni sulla Generazione, ecco ho detto, ci siamo. Scusate la estrema sintesi e semplificazione dell'argomento, ma a me pare proprio un espediente perfetto per smontare l'aspettativa che si era creata.
Adesso per altri 50 anni potremmo anche stare tranquilli in attesa.

Certo, quelle prime considerazioni sul senso di urgenza dei primi cristiani, qualità essenziale per i seguaci di Cristo, mi hanno davvero guidato in tutti questi anni. L'unica vera ragione per servire Geova, è che lo amiamo. Ci siamo dedicati a lui, e non in funzione di una data.
Sono rimasto e rimango ancora spesso perplesso sui metodi usati da molti di spingere gli altri cristiani e coloro che si avvicinavano al Popolo di Geova soprattutto e a volte soltanto, prima in base alla "data di scadenza" della Generazione, poi comunque all'imminenza del Giorno di Geova.

Quei nostri cari fratelli vissuti duemila anni fa vivevano anch'essi come se la fine dovesse arrivare da un momento all'altro. Era proprio quello che Gesù aveva chiesto loro di fare. Il senso di urgenza è davvero un forte incentivo a rimanere impegnati nelle cose spirituali e non farsi distrarre dalle cose materiali, dalla vita di tutti i giorni. D'altra parte, come qualcuno ha già scritto nei commenti precedenti, il nostro personale giorno della fine è sempre dietro l'angolo, l'avvenimento imprevisto può coglierci in qualsiasi istante, e non vorremmo certo farci trovare impreparati al proposito. e non vorremmo certo servire Geova soltanto perché c'è una fine imminente.

Ho portato dentro di me questi pensieri per molto tempo, provando una certa amarezza. Ricordo come parlando con un anziano fratello, nel servizio da più di un cinquantennio, mi disse come si ricordasse di quando ero più piccolo, e di quanto tempo fosse passato, che non si sarebbe mai immaginato che fossimo ancora qua in questo sistema di cose, che la fine non fosse ancora venuta... ma che dovevamo continuare a perseverare.

Ricordo mio padre, quando ero ancora bambino, che mi diceva che non saremmo mai invecchiati, che presto saremmo stati nel Paradiso.
Oggi siamo ancora qua, mio padre e mia madre sono invecchiati, e ricordo con nostalgia quei momenti passati. Ma sono felice che siamo ancora tutti nelle fila del popolo di Geova.

Non ho mai avuto il coraggio di esprimere questi pensieri neanche con lui, per non turbarlo.

Mi fa piacere oggi potermi sfogare con voi, perché vedo che anche altri condividono questo punto di vista.



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29/11/14

Il male alternativo

Deuteronomio 1:32,33 Ma nonostante questa parola non riponevate fede in Geova vostro Dio, 33 che andava davanti a voi nella via per esplorarvi un luogo dove accamparvi, mediante il fuoco di notte perché vedeste per quale via dovevate camminare e mediante la nuvola di giorno.

Pillola rossa o pillola blu ? Questa era la scelta che veniva posta da Morfeus all'hacker Neo nello storico film Matrix. Al protagonista di questo significativo film veniva data la possibilità di comprendere quale era la realtà della sua esistenza. Molti ospiti di questo blog hanno espresso commenti che spesso ho paragonato alla consapevolezza acquisita della realtà da quell'immaginario Hacker Neo nel fantasioso mondo di Matrix. Il nostro progresso spirituale ci ha sicuramente dato modo di riflettere sulla nostra ben più concreta esistenza e su come essa debba essere messa in relazione con il nostro creatore. Abbiamo imparato che Geova Dio ci ha posto d'innanzi la possibilità di scegliere il nostro cammino e di rispondere delle nostre azioni. Fino ad ora abbiamo sempre considerato l'umanità e quindi noi stessi come persone davanti ad un eterno bivio, da una parte abbiamo la via del bene e dall'altra abbiamo la via del male. E' quindi importante chiedersi: Quale via sto perseguendo ? Quali passi e quali orme sto seguendo ? Spesso però questa considerazione lascia perplessi specialmente quando in alcune congregazioni c'è qualcosa che non sta andando come dovrebbe. Perchè ci sono questi problemi che spesso coinvolgono nominati decennali ? E' un problema spirituale ? C'è qualcos'altro che ci sfugge ?

La scelta 

Atti 14:7 Or essendovi stata molta disputa, Pietro si alzò e disse loro: “Uomini, fratelli, voi ben sapete che dai primi giorni Dio fece fra voi la scelta che per bocca mia persone delle nazioni udissero la parola della buona notizia e credessero; 

C'è un detto piuttosto famoso che svela questa amara apocrifa realtà "con le buone intenzioni si lastricano le vie dell'inferno". Perchè è un'amara realtà ? Perchè non ci vuole molto a capire che "le buone intenzioni" di certo non ci assicurano i risultati che vogliamo ottenere o che speriamo di ottenere. C'è un altro detto della nonna che ci dice "Sbagliando si impara". In parte sappiamo che è vero e spesso ne siamo convinti anche noi quando leggiamo le sacre scritture e abbiamo imparato che la parola è stata scritta per le cose avvenire ( vedi I Timoteo 2:4,6). Ma il cristiano consapevole ha anche imparato sulla sua pelle chi un giorno gli ampliò il concetto dicendogli che "Se nella vita sei convinto che sbagliando si impara allora il paracadutista non fa per te". Se questa frase è in apparenza un po' scherzosa allora provate a sostituire il termine paracadutista con chirurgo. Vi fareste operare da un chirurgo distratto, superficiale ? Lo scegliereste in base al punteggio della laurea ? Chiediamoci anche: Accetteremmo noi di operare qualcuno ? Con questo semplice esempio risulta evidente che ci sono aspetti dove gli errori se fatti costano molto e quando accadono sono spesso irreversibili. Davvero non ci si può appellare alla buona volontà per sostenere di adempiere all'incarico che ci è stato affidato. 

Il terzo escluso

Matteo 7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Non si coglie uva dalle spine né fichi dai cardi, vi pare? 17 Similmente ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli; 

Purtroppo è difficile comprendere se l'aria mortifera di questo mondo influenzi chi e cosa all'interno della congregazione. Gesù Cristo ha identificato un modo per distinguere le intenzioni buone da quelle malvagie con l'efficace illustrazione "li riconoscerete dai loro frutti". C'è un'altra considerazione che possiamo fare e che probabilmente ci aiuta a comprendere perchè risulta complicato anche per chi ha la responsabilità come un sano CO riuscire a risolvere certi problemi nelle congregazioni. Geova e Satana si distinguono per i due scopi differenti. Il peccato verso Geova si distingue anch'esso per lo scopo che vuole raggiungere. Ci sono però peccati che sono altrettanto gravi ma non perseguono nessuno scopo malvagio. Nella scrittura di Geremia 10:23 l'omonimo profeta ben identifica questo problema con la nota illustrazione "Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo"

Geremia esprime con questa illustrazione al limite del paradosso la grande fragilità umana. Come identificare questo paradosso se non con la stupidità dell'uomo. La stupidità è il male di questo nuovo millennio, ed è molto pericolosa. Perchè ? Perchè la stupidità al contrario della malvagità non ha motivi. L'uomo prima di essere peccatore cosciente è una creatura naturalmente stupida. C'è differenza fra malvagità e stupidità ? Si perchè mentre nella prima c'è un atto cosciente nella seconda c'è solo l'intenzione cosciente. Per chiarire, la stupidità è una qualità che non ha ne Satana ne tanto meno di Geova. In questo sistema di cose la stupidità è proporzionale alla responsabilità acquisita. Questo significa che le persone semplici in media fanno tante cose stupide di entità più o meno lieve. Più una persona però ha responsabilità grandi più le stupidaggini che combina diventano gravi. Per dirla in parole povere i proclamatori fanno e dicono tante sciocchezze, gli anziani e poi i sorveglianti fanno poche cose stupide, ma quando le fanno sono guai. Un fratello volenteroso ma particolarmente stupido potrebbe essere un vero disastro per la spiritualità delle congregazioni. Per quale motivo ? Perchè ci sono alcuni di errori che coinvolgono i fratelli uccidono la spiritualità dei singoli ma il problema più grosso è che non si riesce ad inquadrarli e renderli evidenti. Ad esempio: potrebbe un fratello particolarmente distratto mancare di rispetto per il lavoro altrui. Perchè minimizzare chi poi alla fine può sentirsi offeso? Se un anziano non ha le idee chiare sui passi di Matteo nascono pastrocchi se un anziano applica principi della legge mosaica che gli vengono impartiti alle varie scuole senza un minimo criterio pure. 

Proverbi 22:6 Addestra il ragazzo secondo la via per lui; anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà.

Come Geova considera la stupidità ? Salomone sapeva bene cosa significava e aveva compreso che attraverso l'addestramento acquisisce capacità ed intelletto e la saggezza nel comprendere le cose. Ma questa capacità non è data però dall'istruzione acquisita e non c'è nessuna scuola di questo mondo che può dare questa capacità o garantirla, questo purtroppo non può farlo nemmeno la scuola di ministero teocratico ( così come forse sperava accadesse il caro fratello Knorr ). Per essere davvero cristiani consapevoli il cammino che abbiamo da fare è lungo prima di difenderci dalla malvagità di Satana dobbiamo difenderci dalle scemenze che facciamo. Questo in particolar modo quando diamo o accettiamo una nomina. Se un fratello ha delle rendite che gli permettono di non avere la necessità di lavorare per mantenersi, potrebbe avere molto tempo disponibile per la congregazione. La sua dedizione potrebbe essere sufficiente a garantire la cura che deve prestare nel gestire il gregge ? Possiamo confidare solo nelle sue buone intenzioni ? Possiamo dare la responsabilità nella congregazione solo confidando sulla sua buona volontà ? Sul suo rapporto ? Sulla relazione privata che ha con i sorveglianti ?

17/11/14

L'equilibrio delle nubi




Proverbi 24:16 "Poiché il giusto può cadere pure sette volte, e certamente si leverà; ma i malvagi li farà inciampare la calamità." 
Equilibrio. Questo è quell'elemento della nostra spiritualità che più ambiamo acquisire. Non ci vuole molto per capire quanto sia difficile mantenerlo nelle condizioni più critiche. Specialmente per noi che cerchiamo di vivere la verità in tutti gli aspetti. Perché il nostro non è un semplice equilibrio come quello che ci permette di camminare senza tentennamenti per raggiungere una delle nostre tante mete; il nostro equilibrio o meglio il concetto che abbiamo noi di equilibrio assomiglia più a quello di un acrobata. Abbiamo già capito che è molto faticoso perché sono tante le energie che dobbiamo spendere per non perderlo cadendo. La stessa metaforica fatica di quel giovane acrobata circense che alla festa di paese intrattiene gli spettatori su quel funambolico tragitto. Lui cammina su quel filo per scelta non proprio come noi che invece camminiamo sul filo per necessità. Perché il nostro è un filo che è lungo tutta una vita sopra la follia di questo sistema. Così ci vuole molto di più che un semplice desiderio per cercare di non cadere. Il risultato di una caduta per l'acrobata è che bisogna ricominciare d'accapo e a poco serve sostenere di essere quasi arrivati. Quando è stata la nostra ultima caduta ?


Deuteronomio 8:2 " E ti devi ricordare di tutta la via per la quale Geova tuo Dio ti ha fatto camminare in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti, per metterti alla prova in modo da conoscere ciò che era nel tuo cuore, se avresti osservato i suoi comandamenti o no." 
Si dice spesso che una delle risorse più importanti dell'essere umano sia quella di imparare dal suo passato. Mi sono accorto che però le storie che viviamo possono diventare talmente gravose che non hanno più l'effetto di rafforzarci o di renderci più concreti o comunque persone migliori. Hanno invece l'effetto di sovrastarci di sommergerci di creare una tale sofferenza da non sentirci più padroni della nostra vita. Talvolta la disperazione è tale che alziamo gli occhi al cielo sperando che ci caschi addosso perdendo il suo equilibrio. Non si ha il tempo nemmeno per riflettere sulle cose e talvolta ci consideriamo come quelli che vivono nella stanza sbagliata. In quelle condizioni la vita diventa solo una questione di stanze. Li, a pochissimi cm, dietro quel muro, ci sono altri appartamenti, con altre famiglie che hanno altre vite altri desideri altre ambizioni. Abbiamo forse creduto di salire sopra un treno per raggiungere una stazione che non è arrivata ? Abbiamo forse pensato che il regno è una corsa cristiana dove vince chi arriva primo ? Così nella confusione fra carrierismo e ambizione al privilegio siamo diventati bulimici di sogni e abbiamo imparato l'arte della distrazione per vincere i problemi. Chi si comporta con eccessiva apprenssione percuotendo i fratelli dimostra di non comprendere la differenza fra controllo e padronanza. Il controllo per queste persone prende sempre il sopravvento sulla padronanza perchè ha quantomeno il pregio di impedire scomode domande o di rendere conto a qualcuno.


  I Timoteo 5:21"Ti ordino solennemente dinanzi a Dio e a Cristo Gesù e agli angeli eletti di osservare queste cose senza pregiudizio, non facendo nulla per favoritismo."
Io non amo categorizzare le persone perchè ognuno di noi vorrebbe essere considerato per quello che è e non per l'etichetta che porta. Però è proprio a voi cari Sorveglianti che mi rivolgo perché siete quelli che più di altri nell'organizzazione vivono una vita alternativa. L'elemento più caratteristico che distingue il vostro ruolo e che, al contrario dei beteliti o dei proclamatori, ed anche di tutti i pionieri speciali, siete gli unici in tutta la struttura teocratica che non avete una fissa dimora. Questo aspetto potrebbe diventare un inciampo per voi e per i fratelli che servite ? Vi dico queste cose perché davvero molto spesso dal podio sembra che il vostro unico scopo non sia quello di incoraggiare ad avere una vita cristiana dedita al servizio a Geova ma invece una vita distratta dedita alla formale predicazione e alla deificazione del rapporto. Troppo spesso cari fratelli notiamo dalle vostre espressioni, l'imbarazzo di una rigidità compassata, spesso fatta di tradizioni orali che nascondono invece le grandi fragilità dei dubbi mai risolti. Voi in molti casi siete considerati i Bulli ma noi proclamatori consapevoli sappiamo che non è vero. A voi vengono imputati le esortazioni sbagliate le parole non dosate ma queste sono solo problemi marginali che abbiamo tutti. Quante volte anche noi nella nostra vita abbiamo dovuto morderci la lingua per quella parola che non ha dato l'esito sperato ? Abbiamo imparato a giudicare non le etichette e per questo che vi consideriamo compagni d'opera. Però voi sorveglianti fate altrettanto ?


Atti 24:16"A questo riguardo, in realtà, mi esercito continuamente per avere la consapevolezza di non aver commesso nessuna offesa contro Dio e contro gli uomini."
Sapete tempo fa la moglie di un sorvegliante ha dovuto ammettere a denti stretti questa verità. Disse infatti "Da quando non abbiamo più l'incarico e siamo tornati alla vita comune mi sono resa conto di quanto sia difficile talvolta anche la più semplice delle preparazioni come quella sul ministero del regno" Un altro sorvegliante dopo cinquant'anni di attività ammise ad una assemblea che "non sapeva piantare un chiodo nel muro" Ecco cari fratelli che avete avuto la nomina di Sorvegliante sono questo tipo di ammissioni che vi auguro non dobbiate fare mai. Mettetevi nei nostri panni. Cosa dobbiamo capire da queste considerazioni ? Dobbiamo dedurre che per tutta la durata della nomina avete distratto lo sguardo dai problemi senza mai rendervi conto davvero di quali e quante difficoltà i fratelli incontrano quotidianamente nella loro vita ? Come posso adempiere alle gravosi mansioni di responsabilità della congregazione se non so piantare un chiodo in un muro ? Riflettete Noè sapeva piantare i chiodi ? Non stiamo vivendo come ai tempi di Noè ? Alla prossima adunanza degli anziani per la nomina degli oratori alle assemblee portatevi una tavola di 4/5 cm in compensato marino, una martello da carpentiere e una manciata di chiodi da 10 cm. Togliete il privilegio a tutti quelli che non riescono a piantare un chiodo con meno di 10 colpi. Così si impara che anche per piantare un chiodo bisogna avere equilibrio.

Giobbe 37:16 "Conosci l’equilibrio della nube,Le meravigliose opere di Colui che è perfetto in conoscenza?"







15/11/14

Le 12 pietre






Ancora qualche passo e il guado, se così si può definire, sarebbe terminato. Il letto asciutto del fiume faceva non poca impressione, l'acqua sarebbe dovuta provenire da destra dalle sorgenti del monte Hermon per raggiungere il Mar Morto. Conosceva bene il fiume e sapeva che il letto prosciugato non era per opera dell'uomo. Guardava indietro la lunga carovana di persone e intuì che sarebbe stato necessario ancora molto tempo prima che tutto il popolo di Israele lo attraversasse. Una piccola parte si era fermata non molto distante da li e gli avrebbero raggiunti dopo. Per lui era molto più che una sponda del fiume era quello che aveva sempre sognato e desiderato da quando era nato. Era la fine dell'esodo, era la terra promessa da Geova. Quella terra fertile dove scorreva latte e miele ed era proprio li a pochi passi. Giosuè così si fermo poco dopo assieme ai suoi uomini. Geova gli parlò. La sacra scrittura in Giosuè 4:12 dice "E avvenne che appena l’intera nazione ebbe terminato di passare il Giordano, Geova diceva a Giosuè: 2 “Prenditi dal popolo dodici uomini, un uomo per ciascuna tribù, 3 e comanda loro dicendo: ‘Prendetevi proprio di mezzo al Giordano, dal luogo dove i piedi dei sacerdoti stettero immobili, dodici pietre, e dovete portarle con voi e depositarle nell'alloggiamento in cui alloggerete questa notte’”. Fece così chiamare i rappresentanti delle dodici famiglie, quella era un occasione che Geova aveva già comandato a Mosè di seguire poco tempo prima ( Deuteronomio 27:2 ). L'acqua sarebbe presto tornata per prendere di nuovo possesso di quel greto del fiume, ma ora si doveva commemorare quel momento. Giosuè guardava quelle pietre di fiume che a differenza di tutte le altre pietre del deserto erano piacevolmente lisce e arrotondate. Le guardava perché quando il fiume avrebbe ripreso il suo corso l'acqua le avrebbe di nuovo nascoste e sarebbero state celate per sempre dalla sua vista.

Arrivarono i rappresentati e si avvicinarono a Giosuè. Quello era il momento che tutti aspettavano, c'era gioia mischiata a stupore forse anche incredulità.  Lui davanti a se aveva questa piccola piramide di pietre. Quelle pietre non rappresentavano solo una promessa mantenuta, non erano solo la ricevuta di un pagamento che era stato onorato. Erano la conferma della presenza di Geova e della sua lealtà a chi gli era stato leale. Lealtà a chi non aveva mai ceduto, a chi aveva creduto e riposto fede in lui nonostante il deserto le serpi velenose la sete e la fame di quaranta anni nel deserto. Quelle 12 pietre sarebbero servite a ricordarsi che Geova Dio è l'unico essere supremo a cui dobbiamo dedizione e devozione .


Giosuè 4:5  e Giosuè diceva loro: “Passate davanti all’arca di Geova vostro Dio in mezzo al Giordano, e mettetevi ciascuno una pietra sulla spalla, secondo il numero delle tribù dei figli d’Israele,


Noi eravamo così, nella aridità del deserto, nel dolore di una vita ostile dove la sopravvivenza, l'ansietà e la malizia stavano per prendere il sopravvento. Poi Geova alzando il fiume ci ha permesso di raggiungere anche a noi la terra promessa spirituale. Ha svelato a noi le pietre di quel fiume che rappresentano le mantenute promesse di Geova.Anche a noi che nonostante i nostri errori ci sforziamo di rimanere fedeli ai suoi statuti, continuando a cercarlo come tesori nascosti abbiamo riconosciuto che abbiamo 12 pietre che suggellano l'entrata nella terra promessa nell'odierno regno di Dio. Abbiamo imparato che il regno è stato stabilito nei cieli ed è spirituale così abbiamo imparato che possiamo solo raggiungerlo attraverso le nostre qualità spirituali che Geova stesso ci ha svelato. Il mondo le acque del Giordano ci impediscono di arrivare al regno ma Geova ne ha interrotto il flusso e ci ha attirato a se. Così mi ha svelato le 12 qualità che dovevo imparare a coltivare
  • Ho scoperto la pietra dell'amore, che non è quell'amore debole accondiscendente, piuttosto un amore forte deciso, che non scende a compromessi che è il motore motivante di tutte le altre 11 pietre. ( Deuteronomio 30:6 ) E Geova tuo Dio dovrà circoncidere il tuo cuore e il cuore della tua progenie, affinché tu ami Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima per amore della tua vita. 
  • Ho scoperto la pietre della Fede, nel senso di sicura aspettazione che non traballa davanti a nessuna verità anche quelle più scomode. Una fede che non mi impedisce di rimettermi in discussione ( I Timoteo 5: 8) Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede. 
  • Ho scoperto la pietra della Giustizia quella bella che distingue il bene dal male e non quella che discrimina e che cede al compromesso ( Isaia 1:17,18 ) 17 Imparate a fare il bene; ricercate la giustizia; raddrizzate l’oppressore; rendete giudizio all’orfano di padre; perorate la causa della vedova”.18 “Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi”, dice Geova. “Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana. 
  • Ho scoperto la pietra della Coerenza perchè non devo predicare ciò che non credo e desidero che i frutti mostrati provengano dall'albero della verità che ho imparato a coltivare ( Matteo 7:15-20 ) 
  • Ho scoperto la pietra della Previdenza perchè i tempi sono duri e dobbiamo essere pronti per superare i tempi difficili. Noè ha dovuto costruire un arca per salvarsi la vita posso davvero credere che il prossimo Harmaghedon sia diverso ? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Empatia, della immedesimazione senza compromessi. ( Matteo 12:15 ) 15 Rallegratevi con quelli che si rallegrano; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate verso gli altri i medesimi sentimenti che avete verso voi stessi; non pensate alle cose alte, ma siate attirati dalle cose modeste. Non divenite discreti ai vostri propri occhi. 
  • Ho scoperto la pietra della Costanza quella volta a cercare l'interessi del regno ed quella che salverà sempre il fedele servitore (Daniele 12:16) Pertanto il re stesso comandò, e portarono Daniele e lo gettarono nella fossa dei leoni. Il re rispondeva e diceva a Daniele: “Il tuo Dio che servi con costanza, egli stesso ti libererà”. 
  • Ho scoperto la pietra della Sopportazione perchè nella vita le cadute e i fallimenti possono essere anche all'ordine del giorno. ( Romani 2:4 ) 4 O disprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua sopportazione e della sua longanimità, perché non sai che la benevola [qualità] di Dio cerca di condurti al pentimento? 
  • Ho scoperto la pietra del Discernimento perchè la conoscenza applicata dogmatica ti fa diventare un rumoroso clavicembalo. ( Proverbi 8:1) Non continua la sapienza a chiamare, e non continua il discernimento ad alzare la voce? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Intraprendenza nel propormi prima che qualcuno mi chieda il suo aiuto.( Giovanni 5:30) Io non posso fare una sola cosa di mia propria iniziativa; come odo, giudico; e il giudizio che rendo è giusto, perché non cerco la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 
  • Ho scoperto la pietra dell'Umiltà nel evitare che la gloria mostratami soddisfacesse l'egoismo ( Proverbi 5:33) Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà. 
  • Ho scoperto la pietra della passione. Ma non quella irrazionale e volta alla soddisfazione personale ma quella santa per tutto lo scibile umano, la passione per lo studio per la conoscenza del creato, per la ricerca della natura delle cose. 

Tutte queste pietre, le ho messe li per non dimenticare quanto Geova sia la mia guida e una lampada al mio cammino, ma ognuno di noi ha delle verità che gli sono state svelate e l'hanno fatto entrare nel regno. Le abbiamo dimenticate ?

Giosue 4:6 6 affinché questo serva di segno in mezzo a voi. Nel caso che i vostri figli chiedano nel tempo avvenire, dicendo: ‘Perché avete queste pietre?’ 7 allora dovrete dire loro: ‘Perché le acque del Giordano furono recise d’innanzi all’arca del patto di Geova. Quando essa passò attraverso il Giordano le acque del Giordano furono recise, e queste pietre devono servire come memoriale per i figli d’Israele a tempo indefinito’”.



06/11/14

Come sopravvive​re al tempo della fine – Perchè siamo proclamato​ri consapevol​i ?

Cari fratelli
A seguito di alcuni interventi effettuati al blog su alcuni aspetti procedurali urge fare una premessa che in effetti avrei dovuto fare sin dall'inizio. Io come tutti non sono infallibile e quindi può capitare che nelle varie peregrinazioni degli argomenti si possa in qualche modo incappare in errori più o meno evidenti. Io, così come immagino gli amministratori del blog, non abbiamo nessun timore nel correggere eventuali inesattezze, per questo sono sempre gradite le puntualizzazioni a chiunque desideri farle.


C'è però un aspetto che mi preme sottolineare a chi in particolar modo non gradisce la presenza di questo blog in rete: sforzatevi di farvene una ragione. Questo alla luce di una semplice considerazione che spero gli amministratori condividano. Il blog, nella sua impostazione principale è diventato come una zona franca, che permette a molti di voi di esprimere il dissenso che avete provato in alcuni aspetti della corsa cristiana. Chi ritiene che questo dissenso sia deplorevole e contristi lo spirito deve fare molta attenzione perchè le nostre opinioni possono essere contrastanti con quello che pensi, ma la verità è una e inviolabile... e non è detto che sia per forza la tua.

Uno degli aspetti che ci distingue come esseri coscienti è la capacità di farci domande. Le domande sono la chiavi che ci permettono di arrivare alla comprensione delle cose. Non tutte le domande però portano alla ragione delle cose. Nel giardino primordiale Eva rispondendo correttamente alle domande di Satana fu poi presa nel laccio delle sue menzogne. Geova Dio rispose alle domande di Abramo come un padre risponde alle domande di un figlio curioso cosi come Davide venne redarguito attraverso la domanda di Natan.
Nella bibbia abbiamo molti esempi di come attraverso domande sagge possiamo rivelare la verità ma anche di occultarla. Queste domande le facciamo anche noi, ma da un po' di tempo sono aumentate per tanti motivi. Ad esempio da circa un anno a questa parte ci sono stati numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutti gli aspetti teocratici. Nuove riviste, nuove presentazioni, nuove procedure... Le circolari sulle nuove modalità di nomina dei fratelli si sovrappongono a quelle che stabiliscono le nuove frontiere della predicazione con il web teocratico. Alcuni fratelli ci segnalano però l'imbarazzo ma forse meglio dire il disagio che provano in alcuni di questi aspetti ( il web su tutti ) per le difficoltà pratiche che questo tipo di alternativa tecnologica presenta. Le congregazioni si riempiono di tablet e la bibbia si sfoglia su display da 9 pollici attraverso app di sconosciuti compagni di fede. Io che sfoglio la bibbia di carta, sono meno spirituale ?

Quando ero ragazzo c'erano diverse cose che non gradivo in alcuni fratelli, ma solo col tempo imparai a riconoscere che alla base c'era quella sorta di visione settaria che molti avevano acquisito. Le tensioni che c'erano nella congregazione erano tali da costringermi a creare una sorta di filtro che mi permettesse di comprendere l'essenza della verità espressa da questa sedicente spiritualità. Questo filtro che mi sono creato è il risultato di una considerazione oggettiva che ad un certo punto ho dovuto dare alla mia esistenza. Questa consapevolezza l'ho avuta con una piccola vicenda di vita vissuta piuttosto banale ma che mi ha fatto riflettere.
Io e 3 mie amici fratelli un giorno decidemmo di prenderci una mezza giornata di relax sul mare. Per fare questo raggiungemmo il porto vicino per prendere a noleggio una piccola barca. Una volta in nostro possesso ci accomodammo ognuno al nostro posto e dopo aver acceso il motore raggiungemmo il largo. Dopo quasi un chilometro il sole incomincio a scaldare e così decidemmo di fare un bagno. Ma in quel momento senza che nessuno spiegasse al suo compagno cosa doveva fare nacque però una sorta di collaborazione implicita nei movimenti. Perchè ?
Perchè l'equilibrio della barca infatti poteva essere pesantemente compromesso se ad esempio tutti e quattro avessimo deciso di buttarci insieme dallo stesso lato dell'imbarcazione. Uno spostamento di ogni componente avrebbe provocato inevitabili oscillazioni ma coordinando i nostri movimenti non ci fu alcun pericolo di rovesciamento. Ora io in quel momento ho visto la congregazione come una barca e i fratelli gli ospiti di questo natante. Se avessi dovuto sempre contestare quanto di inesatto scorretto e poco cristiano vedevo avrei sicuramente compromesso l'equilibrio dei fratelli. Ma quello che compresi e che anche se avessi dovuto sempre assecondarli avrei comunque compromesso l'equilibrio della barca.
Nella congregazione non possiamo pensare di delegare ad altri la nostra spiritualità ma il problema vero e che e non possiamo nemmeno permetterci di far finta che la spiritualità malata di alcuni fratelli non sia un problema nostro. Perchè ? Semplice siamo tutti nella stessa barca.
Capitan Kirk
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30/10/14

L'organizzazione che vorrei


Numeri 11 :29
Comunque, Mosè gli disse: “Provi gelosia per me? No, io vorrei che tutto il popolo di Geova fossero profeti, perché Geova porrebbe su di loro il suo spirito!” 



Cari fratelli

L'organizzazione che vorrei è fatta di persone che soppesano quello che fanno e applicano i principi come ha fatto Giuseppe figlio di Giacobbe, nel momento della prova. Sarebbe davvero bello che si cambiasse il senso del paradigma di casa in casa. Vorrei che diventasse in “di persona in persona” ristabilendo il senso che i primi cristiani avevano dato alle indicazioni di Gesù. Facendo diventare il servizio di divulgazione della parola di Dio non un opera da rappresentati in cerca di rappresentanti ma un opera fatta di fedeli in cerca di fedeli. Nell'organizzazione che vorrei i territori diventano le persone e così il servizio verrà fatto anche sui social network sulle entrate dei grandi magazzini o dei parchi pubblici e la predicazione informale quella “senza cravatta” prenderà sempre più importanza. Nell'organizzazione che vorrei il rapporto non è quello di servizio ma è un rapporto delle opere di fede. Un rapporto dove segno non solo le ore dedicate alla predicazione ma segno il tempo che dedico per la preparazione e la presenza alle adunanze, le visite che faccio ai miei fratelli a tutte le attività che svolgo per l'opera del regno come quelle di pulizia della sala. Con questo rapporto in mano molti si accorgeranno che stanno già facendo i pionieri senza accorgersene e si sentiranno meno indegni di appartenere al popolo di Dio. Il rapporto in tutti i casi sarà volontario e solo chi lo farà riceverà privilegi all'interno della congregazione. Non esisteranno altri rapporti come quelli di presenza alle adunanze perchè saranno inutili. Nell'organizzazione che vorrei ci sarà ancora la disassociazione ma solo per apostasia. Tutti gli altri peccati saranno trattati con la necessaria durezza e con la perdita dei privilegi. Nell'organizzazione che vorrei i privilegi saranno tanti e tutti dovranno avere la possibilità di riceverli. Se un fratello non ha qualità oratorie non dovrà sentirsi più squalificato di altri. Nell'organizzazione che vorrei anche le sorelle devono avere incarichi e non c'è bisogno che debbano dimostare sottomissione ad un uomo perchè l'unica sottomissione da dimostrare la dobbiamo a Dio. Anche loro devono avere l'opportunità di rendere conto delle responsabilità che si sono assunte nella congregazione.

II Corinti 11:1
Vorrei che mi sopportaste in qualche piccola stoltezza. Ma, in realtà, voi mi sopportate! 2 Poiché sono geloso di voi con una santa gelosia, poiché vi ho personalmente promessi in matrimonio a un solo marito per presentarvi come casta vergine al Cristo. 


Nell'organizzazione che vorrei cambierei il nome di "sorvegliante" perchè in molti casi da l'idea al fratello, di pensare che il suo mandato sia di controllare e verificare le attività della congregazione con ad esempio i rapporti di servizio. ( alcuni ne sono stati talmente coinvolti che andavano in giro a dire che attraverso il rapporto erano in grado di diagnosticare le malattie spirituali del fratello, se non l'avessi sentito con i miei orecchi non ve lo ripeterei ). Al suo posto metterei quella di consigliere o di agente per l'opera del regno per ricordargli che invece è li per collaborare e per sostenere i fratelli. Questo non toglie l'autorità che è necessario abbiano ma dona loro maggiore dignità nell'importante ruolo che compiono. Nell'organizzazione che vorrei non mi pongo il problema se mia figlia adolescente non si è ancora battezzata. Non mi pongo nemmeno il problema se mia figlia abbraccerà o meno la mia stessa religione. Questo perchè io ho fatto una libera scelta ed è giusto che la faccia anche lei. Mi impegnerò strenuamente per istruire mio figlio o mia figlia nel fargli conoscere quanto Geova è un dio amorevole e quanto sia importante nella mia vita, ma non la obbligherò a battezzarsi a 15 anni ne a qualsiasi altra età. Nell'organizzazione che vorrei nessuno deve nascondere un qualsiasi tipo di abuso fisico e psicologico su bambini e adolescenti. Chi copre un pedofilo o un abominevole incesto deve essere considerato complice di quel reato.


Nell'organizzazione che vorrei ci sarà una sola adunanza infrasettimanale ed è quella dello studio di libro all'interno delle famiglie. Sarà fatta il martedì e ci sarà una piccola sezione della scuola di ministero per organizzare le attività di servizio settimanali. Nell'organizzazione che vorrei i fratelli della congregazione possono essere presenti alle adunanze e alle assemblee sfruttando le tecnologie alternative. Nell'organizzazione che vorrei i fratelli che usano le tecnologie alternative si vestono come se fossero all'adunanza e saranno sempre puliti e ordinati con veste convenevole. Nell'organizzazione che vorrei non userò la camicia bianca per distinguere un fratello allineato da uno disordinato. Nell'organizzazione che vorrei chi fa l'università dovrebbe ricevere un bonus per le ore nel rapporto delle opere di fede. Chi fa l'università sarà richiesta più responsabilità e dovrà servire i fratelli e le sorelle con le qualità del frutto dello spirito. Nell'organizzazione che vorrei le contribuzioni non devono servire per mantenere in piedi per forza una industria editoriale. C'è il web e i tablet... a che serve ? Nell'organizzazione che vorrei le contribuzioni finiscono in un conto unico e saranno utilizzate da una amministrazione che deciderà il suo uso. Nell'organizzazione che vorrei il totale delle contribuzioni ricevute non sono rese pubbliche ma saranno rese disponibili a tutti quelli che ne vorranno fare richiesta. I soldi sono solo uno strumento e non sono mai un fine da raggiungere.
Nell'organizzazione che vorrei rispetterò la grande risorsa che è l'unità in tutto il mondo e mi asterrò dal creare divisioni fra i miei cari fratelli.

Galati 4:18,20
18 Comunque, è eccellente che vi si cerchi zelantemente in ogni tempo per un motivo eccellente, e non solo quando io sono presente fra voi, 19 figlioletti miei, per i quali sono di nuovo nelle doglie del parto finché Cristo si formi in voi. 20 Ma vorrei essere presente fra voi proprio ora e parlare in modo diverso, perché sono perplesso riguardo a voi.


Nell'organizzazione che vorrei non mi stupisco se un fratello dal podio inizia e dice “Cari fratelli l'organizzazione che vorrei..