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Pensiero dell'anno

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Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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25/04/14

TESTIMONI di GEOVA : ATTI 14:23 e le nomine di anziani.Un'altra proposta



LA CHIAVE BIBLICA
Nelle pagine di questo Blog si è proposta più volte una riforma radicale della procedura di nomina degli anziani, in sostanza si dice che vengano raccomandati dall’intera congregazione (non solo dal cda+co) e nominati dal Cdf nazionale. Come ho già avuto modo di dire, ritengo che una riforma così radicale sia innanzitutto irrecivibile da parte di chi è preposto a farla, cioè il Corpo Direttivo, perché troppo contraria al sistema attuale e nel quale da tempo si apportano correzioni con lo scalpellino e non con la mazza. Ma penso anche che se tale riforma risolverebbe un problema potrebbe però crearne molti altri, e ho anche seri dubbi che sia pienamente scritturale. Ritengo che la causa principale dei problemi di cui parliamo non sia tanto la procedura di nomina ma la scarsa qualità spirituale di chi le nomine le fa. Se questi ultimi avessero lo spessore spirituale che dovrebbero avere andrebbe anche bene così com’è. Ma non avendo i mezzi spirituali per proporre persone migliori di loro ( e di migliori ce ne sono eccome!) questi non fanno che perpetuare se stessi o peggio di se stessi, con le relative conseguenze. Però è anche vero che una modifica nella procedura può attivare quella nuova mentalità necessaria a un salto di qualità e un’attenzione più elevata sul privilegio di servire come anziani.

Prima di tutto, vi espongo cosa capisco io dalle Scritture sulla questione.

COSA DICONO LE SCRITTURE

Nel trattare la direttiva della congregazione cristiana e la sua formazione, io vedo questi punti fermi:

1) In merito alla nomina degli anziani e dei servitori di ministero non troviamo nella Bibbia una procedura dettagliata da usarsi.

2) Nonostante questo, dei sorveglianti delle congregazioni viene comunque detto che erano “costituiti dallo Spirito Santo”-At.20:28.

3) I requisiti per essere nominati anziani-sorveglianti e servitori di ministro sono elencati nelle lettere ispirate di Paolo a due anziani, Tito e Timoteo.

4) L’organizzazione delle prime congregazioni cristiane si ispirava al modello sinagogale e delle comunità giudaiche.

Nell’argomentare quest’ultima, che costituisce il sostrato giudaico sul quale sorge la nuova congregazione, prendiamo in esame i seguenti dati:


Incollo solo questi altri punti tratti dal Perspicacia come enciclopedia biblica:

·        Per comando di Dio, Mosè scelse 70 uomini fra gli anziani d’Israele che erano ufficiali del popolo per farsi aiutare a portare “il carico del popolo”, cosa che egli non era più in grado di fare da solo. (Nu 11:16, 17, 24, 25) Levitico 4:15 menziona “gli anziani dell’assemblea”, e sembra che i rappresentanti del popolo fossero gli anziani della nazione, i suoi capi, i suoi giudici e i suoi ufficiali. — Nu 1:4, 16; Gsè 23:2; 24:1. ..In Israele uomini responsabili agivano spesso per conto del popolo. (Esd 10:14) [ it-1 p. 549 Congregazione]

·        Quando Mosè, quale rappresentante di Dio, propose il patto della Legge alla nazione, furono gli “anziani” che rappresentavano ufficialmente il popolo a stringere tale relazione di patto con Geova. (Eso 19:3-8) …

In seguito gli israeliti, da nomadi, conquistata la Terra Promessa, tornarono a vivere in villaggi e città, come avevano fatto in Egitto. Gli anziani erano dunque responsabili del popolo a livello di comunità. Costituivano un corpo di sorveglianti per le rispettive comunità e agivano in qualità di giudici e funzionari per amministrare la giustizia e mantenere la pace, il buon ordine e la salute spirituale. — De 16:18-20; 25:7-9; Gsè 20:4; Ru 4:1-12.              [it-1 p. 151 Anziano]


Per non allungare troppo l’articolo vi prego di leggere da voi stessi:

it-2 p. 986,987 SINAGOGA>Analogie con le adunanze cristiane,

it-1 p.869,870  ESPULSIONE>Il Sinedrio e le Sinagoghe/Nella congregazione cristiana (questo è utile anche per la questione Disassociazione che tratterò in un ulteriore articolo)


Dobbiamo tenere conto di quanto sopra nel cercare di comprendere il linguaggio neotestamentario quando parla di “anziani” perché i fedeli delle prime congregazioni erano in gran parte giudei già abituati ad un modo di vivere l’appartenenza a una comunità religiosa. Non sto a riscrivere cose già scritte negli articoli già pubblicati in http://proclamatoreconsapevole.blogspot.it/2013/10/atti-1423-parte-2autore-robin.html e http://proclamatoreconsapevole.blogspot.it/2013/10/nomine-di-anziani-e-atti-1423in.html ma, chiedo, quando la Scrittura dice che la congregazione, o la moltitudine, proponevano qualcuno, alla luce del contesto giudaico descritto sopra, è ragionevole pensare che venisse interpellata l’intera congregazione con tutti i componenti?

La prima volta che trovo una simile consultazione è la scelta dell’apostolo che deve sostituire Giuda Iscariota, Atti 1:15-23, (la congregazione cristiana non era stata ancora costituita):

15 Ora in quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli e disse (la folla di persone era nell’insieme di circa centoventi): 16 “Uomini, fratelli, era necessario che si adempisse la scrittura che lo spirito santo dichiarò in anticipo per bocca di Davide intorno a Giuda……. È perciò necessario che…. uno di questi uomini divenga con noi testimone della sua risurrezione”.23 E ne proposero due, Giuseppe chiamato Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia..


Chi propose i due? Fu fatta una specie di votazione generale fra tutti? Il gruppo dei 120 era composto sia di uomini che donne ma al v.16 Pietro fa la richiesta a “uomini, fratelli”, [ἄνδρες (maschi) ἀδελφοί],  forse anche per questo una vecchia Domanda dai Lettori diceva “[Evidentemente i cristiani di sesso maschile presenti]” -w72 15/11 p. 70. Dopotutto la scelta degli apostoli fu fatta da Gesù in persona dopo una notte di preghiera, considerando anche l’abitudine giudaica nell’organizzarsi cosa è più logico immaginare che sia successo?


Fra i requisiti del sorvegliante esposti in 1 Timoteo cap.3 c’è “non un uomo convertito di recente”. E’ ragionevole pensare che i neoconvertiti partecipassero alla valutazione dei requisiti dei nuovi sorveglianti? Con quale maturità ed esperienza potevano fare un simile esame?


La nomina di Timoteo è descritta in 1 Timoteo 4:14: “Non trascurare il dono che è in te, che ti fu dato mediante predizione e quando il corpo degli anziani(presbyterìou) impose le mani su di te.”


Dopo aver esposto a Timoteo i requisiti dei nominati gli dice:

(1 Timoteo 5:22) 22 Non porre mai le mani affrettatamente su nessun uomo;...

E’ chiaro che l’avvertimento dato a Timoteo indica che doveva fare lui una valutazione sull’uomo, in modo da non porre le sue mani affrettatamente.


Paolo, nella seconda lettera, attribuisce sempre a Timoteo la valutazione di uomini fedeli ai quali affidare l’insegnamento di ciò che aveva imparato da lui:

“E le cose che hai udite da me col sostegno di molti testimoni, queste cose affidale a uomini fedeli, che, a loro volta, siano adeguatamente qualificati per insegnare ad altri”. (2 Tim. 2:2)


Da quanto sopra mi sembra evidente che la valutazione di un nuovo anziano debba essere fatta da persone spiritualmente mature e non da discepoli appena battezzati o poco più che bambini anche se già battezzati.


L’OPINIONE DELLA BASE

Con questo non voglio dire affatto che l’opinione della BASE non conti, tutt’altro!

Sono le stesse Scritture a rilevare l’eccellente opinione che si aveva di alcuni a conferma del loro incarico, come ad esempio queste:

(Atti 16:1, 2) E arrivò a Derbe e anche a Listra. Ed ecco, là c’era un certo discepolo di nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente ma di padre greco, e di lui rendevano buona testimonianza i fratelli di Listra e di Iconio...

(2 Corinti 8:17, 18) .... Ma con lui mandiamo il fratello la cui lode riguardo alla buona notizia si è sparsa in tutte le congregazioni...

(Giacomo 3:13) Chi è saggio e ha intendimento fra voi? Mostri mediante l’eccellente condotta le sue opere con la mitezza che appartiene alla sapienza...



Anche nelle pubblicazioni dello Schiavo troviamo questo pensiero riguardo alla nomina degli anziani:


*** w84 15/2 p. 23 par. 5 “Ricordate quelli che prendono la direttiva fra voi” ***

Tenete presente che spesso ci vogliono molto più tempo e discussioni per rimuovere un anziano non qualificato di quanti non ne siano stati impiegati nel raccomandarne la nomina. Un’ulteriore indicazione da tener presente è infatti se i componenti della congregazione trattano il fratello come se fosse un anziano già prima della sua nomina. Si è guadagnato il loro rispetto soddisfacendo i requisiti biblici al punto che non ci sono dubbi sulla raccomandazione?


*** w79 1/6 p. 18 par. 7 Uomini saggi, discreti ed esperti per guidare il popolo di Dio ***

7 In realtà, nella maggioranza dei casi l’uomo raccomandato come anziano di congregazione dovrebbe essere uno che i componenti della congregazione considerano già come un ‘fratello maggiore’, nel senso che si è già conquistato la loro stima e fiducia avendo dimostrato perspicacia, equilibrio e giudizio. Nessuno in effetti può “rendere” anziano qualcuno, ma egli deve diventare tale mediante crescita e formazione spirituale e con l’esperienza. (Prov. 1:2-5; 4:7-9; Giac. 3:1, 13) Quando un tal uomo è scelto per servire con questo incarico, la sua nomina è in sostanza un riconoscimento delle buone qualità di anziano che già manifesta. Nell’antico Israele, come in altri paesi, quando un uomo era notato dal locale consiglio degli anziani per le sue qualità di santa sapienza, giudizio e discrezione era evidentemente invitato a far parte del consiglio e a partecipare alle sue discussioni e decisioni. — 1 Tim. 5:22, 25.


LA PROPOSTA
Tenuto conto di tutto quanto sopra, e per non dilungare eccessivamente il post, penso che la disposizione attuale dovrebbe essere corretta per evitare che aspiranti VACCARI diventino o rimangano anziani. Vedo praticabile innanzi tutto una “verifica” ogni 3/5 anni di ogni nominato con la consultazione della parte più matura della congregazione, fratelli e sorelle oltre una certa età che hanno almeno 5 anni di fedele servizio alle spalle. Anche in occasione della raccomandazione di un nuovo SM o anziano si potrebbe disporre un adunanza con questo gruppo rappresentativo della Base i quali daranno la loro opinione compilando una scheda anonima con un SI o un NO corredato, in caso di NO, del requisito biblico non sufficientemente soddisfatto. Questa consultazione la vedrei ancora più efficace per la “verifica” triennale/quinquennale del nominato. Anche se ufficialmente l’esito della consultazione non avrà effetti automatici sulla nomina avrà però un peso ENORME nella raccomandazione che faranno il Co+Cda e nella decisione di nominare/confermare o no l’interessato da parte del Cdf. Naturalmente prima di un cambio del genere bisognerà preparare il terreno con una serie di articoli a pioggia che responsabilizzi i fratelli sui principi e il motivo del cambiamento. Consultare l’intera congregazione non lo ritengo appropriato oltre che per i motivi scritturali già esposti, anche perché i VACCARI quando serve sanno far bene i ruffiani e costruirsi il consenso da parte dei semplici, inclusi quelli che hanno bastonato pochi mesi prima. Li conosco gli IPOCRITI. Nei mesi precedenti la “verifica” farebbero quello che fa prima delle elezioni il noto politico italiano che dispone del controllo di molti media e si guadagna ogni volta qualche milione di voti che due mesi prima non c’erano. La procedura che propongo può essere riveduta e corretta in vari modi ma credo di aver reso l’idea.


O.O.




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TDG: Cambiamenti nell'Organizzazione e riforme.

" Perciò, siccome abbiamo tale speranza, noi usiamo grande libertà di parola, e non facciamo come quando Mosè si metteva un velo sulla faccia, affinché i figli d'Israele (..non vedessero la fine di ciò che doveva essere soppresso )............
Dov'è lo spirito di Geova, li, c'è libertà "
2° Corinti 3: 12-18
 




Mi sono convinto che il nostro problema non è né dottrinale né morale. L'Organizzazione è sana sotto questi punti di vista. Il problema è che nel tempo, per tante ragioni, alcune delle quali mi sono chiare altre un po' meno, per fronteggiare certi problemi o affrontare le nuove sfide si è sovraccaricato l'apparato burocratico.
 

Mi sembra evidente, ad esempio, che il rapporto di servizio è nato come reazione a quegli anziani che agli albori della nostra storia moderna non volevano saperne di predicare di casa in casa. Un escamotage organizzativo che ha permesso di omologare l'opera di predicazione, ha fatto raggiungere risultati notevoli per cui ogni componente della congregazione, persino il più limitato, si sente motivato a dare il suo tempo nel servizio e si sente gratificato nel farlo. Nel tempo, essendo diventato un "parametro" della spiritualità, purtroppo quasi l'unico parametro che viene guardato, ha creato le distorsioni che vediamo sotto i nostri occhi.
Se togliete questa sovrastruttura organizzativa che ha perso da tempo lo scopo per cui è nata, ecco che scompaiono tutti quei comportamenti odiosi e al contempo ridicoli.
 

Lo stesso vale, a mio parere sulla disassociazione. Molte delle cose che sono state aggiunte nel tempo ad un provvedimento che è biblico e che deve allontanare, allo scopo di recuperare, il peccatore impenitente, sono una reazione a problemi grossi affrontati in modo semplicistico o per paura.

Basterebbe anche qui ritornare ai fondamenti biblici della disassociazione, limitandola ai peccati gravi esplicitamente menzionati nelle Scritture (fornicazione, adulterio, pedofilia, idolatria, bestemmia, furto, frode, calunnia, oltraggio, apostasia da dottrine fondamentali), modificando il modo di fare il comitato giudiziario ed evitando di entrare nel modo in cui in famiglia si vive con il disassociato. Molte delle cose oggi trattate come dei peccati o in maniera eccessivamente legalistica, sono semplicemente problemi di natura pastorale e come tali vanno affrontati.
 

Affidare il ruolo di giudici per i peccati agli anziani mi trova sostanzialmente d'accordo. Non è pratico che l'intera congregazione possa esprimersi su certe cose. Ci vogliono persone mature, con esperienza di vita e buona conoscenza delle Scritture a trattare certi casi. Se ci affidassimo alla congregazione nel giudizio avremmo, a mio parere, un effetto peggiore della situazione attuale: disassociazioni fatte per sentimentalismo e non per una corretta valutazione del pentimento.


Immaginate se la congregazione oggi dovesse giudicare il Re Davide e il suo peccato di fornicazione con Betsabea. Quanti minuti sarebbe durata l'adunanza in cui Davide viene giudicato e condannato, soprattutto dopo l'esposizione dei fatti?
Si dovrebbe trovare un sistema pratico, che rispetti privacy e dignità del peccatore, ma che permetta un controllo sull'operato degli anziani.
 

Gli anziani di Israele giudicavano alla porta della città. Perspicacia dice che questo avveniva perché:"la pubblicità data a un processo tenuto alla porta avrebbe influito sui giudici inducendoli a essere giusti e scrupolosi nello svolgimento del processo e nel prendere decisioni". Quindi non ho una idea precisa su come riformare il comitato.

So solo che da precedenti biblici e dal buon senso è meglio che siano persone mature spiritualmente a fare questo. Ma ci vuole un controllo, degli osservatori, che vigilino che il tutto venga fatto in armonia con i principi biblici.E comunque bisogna snellire la casistica dei peccati, considerare molti peccati attuali come attività pastorale, evitare il fenomeno del battesimo dei bambini (a 8-9 anni un bambino è un bambino) per non trovarsi poi a giudicare come fosse un adulto un adolescente che ha peccato sotto la spinta degli ormoni.
 

Mi spingo troppo in là? Oltre a scrivere su questo blog preghiamo Geova. Sono certo che dei cambiamenti ci saranno.
 

Anonimo Italiano
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16/04/14

Servizio del Regno Luglio 2014 : Atti 14:23 ........la Chiave per le Riforme Teocratiche !!!



Da un collaboratore Il Professore





IL PROFESSORE

Cerchiamo di analizzare brevemente questo passo biblico in relazione alle procedure della congregazione cristiana,in merito a come devono essere fatte le nomine di anziani e sorveglianti . La scrittura è quella di Atti 14:23  : " Costituirono (greco : Kirotoneo )  per loro anziani in ciascuna congregazione… 


Cosa insegna in realtà la Bibbia
 in merito alle nomine teocratiche 


  Kirotoneo è una parola greca, che letteralmente traduce “..ordinare stendendo la mano…per alzata di mano.. e solo come secondo significato “nominare…scegliere..” vedere il libro Proclamatori della Buona Notizia alle pagine indicate nel riferimento in fondo a questo post.

     In un passo del vangelo di Giovanni  ,viene usata dallo scrittore una parola diversa  da kirotoneo. Gesù dice: “ Voi non avete scelto me ,ma io ho scelto voi,e vi ho costituiti (greco titheni)  Perché andiate….”(Giov.15:16) Titheni  ,diversamente da kirotoneo,dal greco traduce : “ nomina diretta…costituire…scegliere..”   In questo  passaggio ,è Gesù stesso, che compie l'azione . Egli sceglie  personalmente, tramite lo spirito santo, gli apostoli, ...è un atto diretto senza alcun passaggio di votazione ulteriore.
 
 
      Per far luce ulteriore esaminiamo anche la scrittura di 1 Timoteo 2:7. Qui Paolo afferma  : ”…..fui costituito (greco titheni ) predicatore e apostolo......” , questa ordinazione, come spiega la Bibbia ,non fu per atto di nessun uomo,  come si evince dal confronto di Galati 1:1  : “Paolo apostolo,né da parte degli uomini né per mezzo di alcun uomo,ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio……..” .

     Quindi abbiamo nel testo biblico e nell'uso comune negli scritti biblici in greco, due termini per indicare la nomina o la costituzione di uomini in incarichi specifici in relazione al ministero teocratico. I due termini sono- titheni- che traduce nomina diretta   e -kirotonèo- che traduce  costituire o nominare per alzata di mano, evidenziando un azione diversa da titheni la quale include un passaggio di votazione da parte di dedicati servitori di Dio.

    A questo punto sorge una domanda :

 Esistendo in greco il termine  thiteni ( per nomina o ordinazione) come usato dallo scrittore del vangelo di Giovanni, , perché in Atti ,lo scrittore Luca ,usa la parola greca kiritoneo ( ordinare per alzata di mano)?
Se lo scrittore Luca parla di votazione perché non credergli o mettere in dubbio la Scrittura?

Teocrazia condivisa o elitaria ?



      Da quanto descritto sopra sembra evidente, che i primi cristiani ,usavano per consuetudine la votazione pubblica per scegliere gli anziani , tutto il corpo o tutta la congregazione partecipava attivamente in questa decisione importante.Se si lasciavano guidare dalla Bibbia e pregavano per chiedere lo spirito santo nelle loro decisioni le nomine erano dallo spirito santo.Non abbiamo dei validi motivi per pensarla diversamente da quanto affermano le scritture citate.

   Che questa conclusione possa essere quella giusta,lo si può notare,esaminando un altro passaggio biblico.  Nella sua seconda lettera ai Corinti   Paolo parlando di Tito dice :””……ma è stato anche costituito ( greco kirotoneo  per alzata di mano) dalle congregazioni  per essere nostro compagno di viaggio…..”” II° Corinti 8:19

   In questo passo, viene riferito esplicitamente una partecipazione di notevole spessore di tutte le congregazioni locali  nella scelta e nomina successiva di Tito, costituendolo accompagnatore di Paolo per un incarico speciale in relazione alla Teocrazia. Qui il passo non lascia dubbi sulla questione usando per ispirazione la parola congregazioni ovverosia tutti i membri battezzati delle medesime.
Un passo spesso frainteso da Babilonia
Una scrittura molto cara alla chiesa cattolica e non solo è quella di Tito 1:5 e nel caso specifico viene usata da queste denominazioni religiose per imporre la nomina di vescovi dall'alto della gerarchia ecclesiastica senza previa consultazione della chiesa locale. Questo con il tempo ha favorito la nascita e il consolidamento di poteri forti e l'insorgere di vere e proprie classi distinte dal cristiano comune, quello che seguiva per fede e con opere l'insegnamento del figlio di Geova, Gesù Cristo.

Nel versetto in questione leggiamo : "Per questa ragione ti ho lasciato a Creta,affinchè tu corregga le cosa difettosa e faccia nomine di anziani di città in città..."" Qui  si usa il termine greco  kathestemi  e da una lettura superficiale pare indicare  che Tito aveva una speciale autorità,quella di fare nomine di anziani ,senza tener conto delle congregazioni locali. Questo è tuttora il sistema in uso nel cattolicesimo e tra gli episcopaliani e questo passo biblico è il loro punto cardinale per questo modo di procedere nel governo della congregazione.  Essi affermano che i loro vescovi hanno l’autorità data loro dagli apostoli,di costituire e nominare  senza il voto o il parere della congregazione . Questo ha influito anche sul pensiero che noi testimoni di Geova abbiamo dell'argomento ? Sembra proprio di si !

Ulteriore luce su Tito 1 : 5

 Torniamo a considerare attentamente il versetto in questione ,questa volta lo leggiamo tutto però. Leggiamo :"Per questa ragione ti ho lasciato a Creta,affinchè tu corregga le cosa difettosa e faccia nomine di anziani di città in città ,come ti ho ordinato..” NO, Paolo non stava dando delle nuove istruzioni a Tito, egli conosceva già il metodo in uso nella primitiva congregazione Cristiana, sapeva che anche lui stesso era stato scelto dalle congregazioni, quindi la clausola finale ordinata da Paolo era vincolante per Tito. Paolo usava il metodo Kirotoneo con partecipazione della congregazione con tutti i suoi componenti battezzati.

Bisogna aggiungere che quella clausola probabilmente sottintendeva l'obbligo di seguire i consigli dello spirito santo in merito ai requisiti dei sorveglianti. Tito, con la sua esperienza e i consigli  ricevuti tramite Paolo, avrebbe suggerito alle congregazioni chi scegliere,avrebbe sicuramente potuto dare il suo apporto. La congregazione locale avrebbe cercato i suoi consigli  li avrebbe tenuti in conto,ma la nomina effettiva,pare evidente,che avvenisse con la partecipazione di tutto il corpo,ossia di tutta la congregazione locale. L'investitura ufficiale invece era compito del corpo direttivo e dei suoi rappresentanti ufficiali.

 

La responsabilità và messa dove Dio l’ha messa,e cioè nella congregazione,la cui preoccupazione è quella di 1 Giovanni 4:1, che esorta i cristiani a provare le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio.
Perché tutto ciò è ragionevole ?
 
Supponiamo che Tito, avesse nominato Anziani non congeniali ai fratelli locali,per quanto tempo avrebbe trionfato e regnato la pace in quella congregazione ? Quanto lavoro pastorale ,o quanto altro servizio un tale Anziano avrebbe svolto se egli era sgradevole ai sentimenti della congregazione locale ? Essendo uno venuto da fuori e non conoscendo bene i fratelli che doveva nominare come poteva fare una scelta idonea e in armonia con lo spirito santo? Chi effettivamente poteva vedere se non i fratelli e membri della locale congregazione se questi era idoneo come anziano ?
Più di un secolo fa il nostro caro fratello Russel disse  : " .....è lo spirito degli intrighi preteschi che cerca di avere il dominio sull’eredità di Dio,e non l’insegnamento degli apostoli ad aver creato e diviso il popolo di Dio in 2 classi distinte .Nessun Anziano ha alcuna autorità di nominarsi da solo, è la congregazione che fa le nomine nel modo indicato dalle Scritture Kirotoneo per votazione .
 
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** Vedi anche Atti 13:1-3
** libro Proclamatori pagine da 215-219  
** Vedi anche Atti 6 : 1-7