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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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23/09/14

MINISTERO del REGNO 2014 : RUSSEL E LA SPIEGAZIONE SULLA SEGNATURA !!




" Da parte vostra, fratelli, non smettete di fare il bene. 1 Ma se qualcuno non è ubbidiente alla nostra parola per mezzo di questa lettera, tenetelo segnato, smettete di associarvi con lui, affinché si vergogni. 1 Eppure non lo considerate come un nemico, ma continuate ad ammonirlo come un fratello. 1 Ora, il Signore della pace vi dia egli stesso di continuo pace in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi."

2 Tessalonicesi 3:13-16




Abbiamo discusso in questi giorni sulla pratica della SEGNATURA in ambito della congregazione cristiana dei testimoni di Geova e come poterla applicare al meglio secondo il punto di vista delle Sacre Scritture. Oggi in base alle direttive vige la procedura di un discorso di segnatura alla congregazione in casi di violazione grave e risaputa di principi biblici importanti. Quando gli anziani vengono a conoscenza di un comportamento grave ma non tale da essere passibile di disassociazione,si radunano con il fratello disordinato e gli comunicano che il suo comportamento viola palesemente i principi biblici e saranno prese misure restrittive per ricondurlo alla ragione e al pentimento, il tutto con tatto e amore. Dopo questo incontro un anziano idoneo tratterà l'argomento in un discorso di servizio affinché la congregazione sia informata che chi viola un certo principio biblico e ha un determinato atteggiamento/condotta va segnato come consiglia e ordina il succitato comando biblico di Tessaonicesi.

Molti non sono d'accordo con questa prassi moderna ed è risaputo che alcuni anziani usano la mannaia della SEGNATURA senza scrupoli. Ad esempio lo schiavo incoraggia a dare ripetuti consigli al fratello prima di arrivare alla SEGNATURA ma spesso gli anziani non seguono questa procedura amorevole e passano direttamente dal primo consiglio alla SEGNATURA senza dare il tempo all'individuo di meditare e correggersi. Inoltre si sente spesso di casi di segnatura per una violazione in una congregazione e non nella congregazione vicina ,per lo stesso tipo di violazione di principi biblici,come se ci fossero dei dettagli tecnici per evitare la SEGNATURA,e chi ne è a conoscenza e sa come muoversi può evitare nella fattispecie l'ESSERE MESSI ALLA BERLINA davanti alla CONGREGAZIONE !! Incredibile !

Russel : Rare le riprovazioni in Pubblico

Russel scrive : In alcune circostanze questo ammonire i disordinati si potrebbe fare in pubblico davanti alla congregazione se il peccato è pubblico e di natura grave . (1 Timoteo 5:20) Per tutto il resto si attuerà in privato con delicatezza e seguendo il corso dell'amore. Una parola in privato sarà più utile che una riprovazione in pubblico ,che potrebbe dar luogo ad una ferita emotiva o un danno per un fratello sensibile . Laddove naturalmente non sarebbe necessario produrre quella ferita e laddove l'amore suggerisce un modo di agire più prudente e diverso dalla riprovazione pubblica.

  Se anche un Anziano dovesse fare una pubblica riprovazione ,dovrebbe essere fatto ....con amore e con il desiderio che il fratello possa ristabilirsi e correggere e non con un desiderio di renderlo odioso o di scartarlo dalla congregazione. Un anziano comunque......non ha il compito di riprovare una persona al punto tale da escluderla dalla congregazione e dai privilegi spirituali. Un tipo di riprovazione simile può venire solamente dalla congregazione nel suo insieme e anche così solamente dopo aver ascoltato l'intero caso e aver dato la possibilità completa al fratello accusato, di difendersi o di fare ammenda del suo comportamento ed essere perdonato .

  Qui sta il nocciolo duro del ragionamento " La chiesa,l'ECCLESIA, i consacrati del Signore......sono nel loro INSIEME i suoi rappresentanti e l'ANZIANO è SEMPLICEMENTE il rappresentante della CONGREGAZIONE, l'idea migliore che la chiesa ha della scelta del Signore. La CHIESA dunque ,e NON gli anziani,costituisce il tribunale di ultima istanza per tutte le faccende di questo tipo : perciò la linea di azione di un anziano è SEMPRE soggetta a REVISIONE e a correzioni da parte della congregazione, secondo il giudizio congiunto della volontà del Signore.



continua fine parte 1






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09/09/14

TDG: Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli


Come sopravvivere nel tempo della fine – Contrasti fra i fratelli

I Pietro 4:7

 Ma la fine di ogni cosa si è avvicinata. Siate di mente sana, perciò, e siate vigilanti in vista delle preghiere. Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una moltitudine di peccati.

Cari fratelli

Noi non solo abbiamo imparato a comprendere che seguire Geova è l'unico sicuro baluardo a cui possiamo fare riferimento nella nostra vita, ma abbiamo anche compreso che la nostra storia, i nostri ricordi, gli eventi che abbiamo vissuto in questo meraviglioso dono di Dio ci ha dato, saranno rinnovati in misura più piena nel nuovo mondo che ci è stato promesso. Il nuovo mondo infatti è una rappresentazione significativa della più grande definizione dell'amore di Geova cioè ristabilire il suo regno qui sulla terra. Per garantire pace e armonia nella sua famiglia, Geova agirà con fermezza nei loro confronti. Ci sarà un “giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empi”.  Dio purificherà la terra dalle persone ribelli. Che sollievo per le persone ubbidienti! — salmo 37:10,11. Intraprendendo questo cammino, il nostro modo di vivere cambierà radicalmente. La Bibbia incoraggia a “essere rinnovati nella forza che fa operare la . . . mente, e a rivestire la nuova personalità che fu creata secondo la volontà di Dio in vera giustizia e lealtà”. (Efesini 4:23, 24) Ancora l’apostolo Pietro dice: “Come figli ubbidienti, non seguite più i desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza”. — 1 Pietro 1:14Parola del Signore. La nostra vita però potrebbe essere condizionata da tanti fattori che ci possono far riveder e punti che una volta pensavamo solidi. Cosa è diventato però questo regno nel nostro cuore ? Quale tipo di percorso abbiamo seguito nella nostra vita per sostenere che è sempre stato al primo posto ? A cosa è dovuto il fatto che questa aspettativa col tempo è diminuita di intensità ?

Bisogna essere onesti, le vicende nelle congregazioni se non sono gestite nel modo corretto possono assumere aspetti inquietanti. Spesso si nota in queste storie che finiscono con le conseguenze più gravi ( come la rimozione dagli incarichi quando va bene e la disassociazione quando va male ), si macchinano comunque di difetti procedurali, commessi un po' da tutti. Questa sorta di problemi che la giurisprudenza secolare chiama con il pseudonimo “vizi di forma” ha la capacità di rendere sempre tediosa l'emissione del giudizio. In questo post prenderemo in considerazione alcuni aspetti che dovrebbero essere un ausilio per riuscire a risolvere i contrasti dei fratelli nella congregazioni. Prenderemo spunto dal libro “Organizzati” considerando il capitolo “Salvaguardiamo la pace e la purezza” e il sottotitolo “Come affrontare i problemi gravi”. Per ottenere il massimo beneficio è fondamentale prima di continuare la lettura di questo post leggere l'intero paragrafo che si trova a pagina 147 . Solo dopo averlo letto sarà possibile continuare la lettura. Dimenticavo ! Lettura sarebbe meglio che se sei un SM lo leggessi almeno un paio di volte e se sei un E ( Elder – Anziano ) o un OC ( Oversees Circuit - Sorvegliante di circoscrizione ) allora almeno 3. Fatto bene ora leggiamo i passi di Matteo

Matteo 18:15,17

 “Inoltre, se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello. Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse.

Avete letto ? Avete compreso la procedura di Gesù narrata da Matteo ? Bene prima di fare le nostre considerazioni dobbiamo però fare un ulteriore premessa. Questo paragrafo del libro Organizzati, come d'altra parte quasi tutta la letteratura teocratica che l'organizzazione ci mette a disposizione, ha il dono della essenzialità (proverbi 10:19) Questo dono ha un duplice aspetto da considerare il primo e che come tutte le cose essenziali si predilige considerare solo gli aspetti più importanti e significativi senza dilungarsi troppo in descrizioni analitiche inutili. Il secondo aspetto e che questo presuppone una maggiore responsabilità nel lettore che deve allargare la sua visione per cercare di trovare quegli elementi in comune da utilizzare nel suo caso personale. Da questo secondo aspetto nasce la natura di questi post. In questo percorso che faremo cercheremo di trovare un modo per “soppravvivere” nella teocrazia quando per qualsiasi motivo ci troviamo ad affrontare situazioni che minano e mettono a serio rischio la nostra spiritualità e quella della congregazione. Qui non si mette in discussione la disassociazione ma si rende chiaro che quando si arriva a tanto, potrebbe diventare un disastro che potrebbe incrinare la resistenza delle famiglie  . Con questo pericolo vediamo quali cose devono essere previste per garantire la giusta riuscita dei passi di Matteo

Prevenire

Una qualità che tutti i fratelli dovrebbero imparare a imparare è l'arte della prevenzione (proverbi 13:16) . La definisco arte perchè non ci sono metodi precisi per prevenire un determinato pericolo. Per capire il significato della prevenzione basta pensare agli espedienti che un genitore usa per riuscire a convincere un figlio che si rifiuta di collaborare. Se sei genitore hai capito subito, se non lo sei vai chiedi a quei fratelli che di solito stanno in fondo alla congregazione che arrivano tardi sommersi di biberon passeggini ninnoli vari. Ti chiariranno le cose.

Quindi, nel caso specifico, siccome tutte le rimozioni e le disassociazioni si portano dietro polemiche più o meno esplicite; perchè, anziché ingollare i rospi dopo, non analizzate prima gli aspetti legati alle procedure dei passi di Matteo ?

Se sei un fratello non nominato, perchè non trovi l'occasione di chiedere chiarimenti agli anziani della tua congregazione già da ora in tempi non sospetti ? Se caro fratello pasticcione anziché fare i passi di Matteo fai i passi di “ci penso io” e poi ti trovi nei pasticci, mi spieghi perchè poi vai dall'anziano a lamentarti ? Se sei un anziano, sei sicuro che i fratelli hanno avuto l'opportunità di chiarirsi le idee sulla giustizia di Geova e sul significato della pace nella congregazione ? Hai ad esempio previsto durante l'anno un bisogno locale in merito agli eventuali problemi che i fratelli possono affrontare nella loro corsa teocratica, fosse anche ad esempio l'essere coinvolti in un comitato giudiziario ? In tutti i casi le tue parti nel podio cosa dimostrano ? Se questi argomenti vengono trattati nel modo giusto diventeranno una fonte di estrema ricchezza per i componenti della congregazione.

Visione equilibrata della responsabilità

E fuori discussione che ciascun componente della congregazione ha le sue responsabilità di fronte a Geova. Ma se e come qualcuno ha deciso che nella congregazione ci siano incarichi specifici questi portano inevitabilmente considerare che ci sono responsabilità specifiche. Se sei un anziano, hai chiaro quale tipo di responsabilità devi assumere, nei confronti dei fratelli nella tua congregazione ? Ad esempio, il sorvegliante di circoscrizione ha le competenza di anziano solo ed esclusivamente nella congregazione che sta visitando. Il sorvegliante non può per ovvi motivi stabilire nomine di fratelli mentre è in visita in altre congregazioni. Come anziano si presume però che tu abbia le idee più chiare di un fratello per quanto riguarda i passi di Matteo. Facciamo un esempio: in una congregazione pinco pallino ad un certo punto nasce un contrasto fra due fratelli ( un contenzioso che potrebbe essere economico ma non è necessario ). I due stabiliscono di fare i passi di Matteo. Cosa succede a te anziano quando i fratelli iniziano i passi di Matteo ? Nulla. L'unica cosa che ti devi preoccupare è magari che ti informino quando hanno iniziato. Caro fratello contendente questo punto deve essere chiaro: non puoi chiedere all'anziano di fare i passi per te (galati 6:5). Questo sistema non prevede intermediari, avvocati difensori o pubblici ministeri, qui le castagne dal fuoco si tolgono da soli. L'anziano da quel momento in poi, ha l'unica responsabilità nei tuoi confronti di verificare che si rispettino i passi. L'obbligo di intervenire arriverà solo alla fine e cioè quando verrà effettuato l'ultimo passo che è quello di rimettere la cosa nelle mani della congregazione ( e quindi di Geova ). Cosa significa questo per te nominato ? Significa che il principio della responsabilità deve essere applicato anche nel lasciare che i fratelli riescano da soli ad ottenere la pace nella congregazione. Esempio: Fratello 1 vede Fratello 2 al supermercato che si mette in tasca un oggetto che poi non paga alla cassa. Anche in questo caso l'anziano nominato non ha nessun titolo per interessarsi direttamente della questione. Fratello 1 che deve avere a cuore gli interessi della congregazione deve chiarire la questione direttamente con il Fratello 2. Se il Fratello 2 ammette l'errore gli anziani dovranno essere pronti a considerare la cosa per ripristinarlo spiritualmente se il Fratello 2 non fa nessuna ammissione caro Fratello 1 i passi di Matteo terminano li perchè non hai testimoni che ti permettono di fare il secondo passo. E' un problema ? Si Fratello 1 ma non troppo, non devi prenderti il carico della congregazione e non ti devi preoccupare per essa in modo indebito. Cosa succede infatti in questo caso ? Niente, perchè la parola di uno non può prevaricare la parola di un altro come spiega Gesù chiaramente. Ma proprio in questo caso che si applica il prinicpio della fede. Se sappiamo di essere all'interno di una congragazione guidata da Geova sappiamo che in un modo o nell'altro interverrà per salvaguardarla .

Non improvvisate

I passi di Matteo così come il nome lascia intravedere sono assimilabili ad un percorso a tappe che porta ad un unica meta o anche scopo e cioè mantenere la pace della congregazione  proverbi 14:15,18. Le improvvisazioni le possiamo considerare come il tentativo di prendere delle scorciatoie. Proprio come in una maratona, il percorso è unico ed uguale per tutti, allo stesso modo i passi spirituali di Matteo sono unici e uguali per tutti in tutto il mondo. Prendere scorciatoie in una maratona significa venire squalificati, allo stesso modo prendere scorciatoie nella verità si viene comunque squalificati da Geova. Quindi sono vietati tutti gli escamotage che stravolgono il senso dei passi, tipo che ne so: gli incontri verbali diventano scambi di messaggi sms, oppure testimoni che diventano tali solo dopo aver conosciuto i fatti e così via.

I ruoli assunti

Prima di ogni incontro con i fratelli per questioni spiacevoli sarebbe opportuno  pregare. Perchè questo ? Perchè in quel momento potrebbe essere messa a rischio l'intera spiritualità della congregazione. Le nostre parole dette o meglio quelle non dette potrebbero essere l'ago della bilancia che ripristina il fratello o lo fa cadere nel baratro. Spesso pero i fratelli spesso ( i direi sempre ) cadono nell'errore di far diventare la questione un problema “ad personam”. Qui il passaggio risulta sottile ma significativo. E' importante capire per tutti che i nostri peccati non sono mai personali ma comunitari. Il nostro errore diventa l'errore della congregazione. Quante volte ad esempio abbiamo sentito l'espressione “recare biasimo a Geova” (1 Pietro 2:12)? Benissimo. Questo significa che la contrapposizione fra chi redime e il redento non deve mai essere intesa come se il problema fosse solo una questione personale. Entrambi devono rendersi conto che anche in quel momento sono membri del corpo della congregazione.

La spada dello spirito

Un altro aspetto importante è quello di utilizzare sempre la bibbia in tutte le relazioni che coinvolgono le attività di congregazione. Per fare questo possiamo imitare Gesù stesso e ad esempio i fratelli che pubblicano le nostre riviste e cioè dobbiamo sempre cercare delle conferme bibliche ai nostri ragionamenti  Luca 24 Questa potrebbe essere un'inutile fatica ma invece è un aspetto importante nelle attività spirituali. Infatti non è raro che si parlino convinta di parlare della stessa cosa. Per evitare questo pericolo mortale durante i passi di Matteo è fondamentale imparare a citare le scritture bibliche. Questo evita appunto il rischio che la nostra retorica vanifichi gli aspetti importanti della questione. Citando le scritture avete la conferma che entrambi state parlando la stessa lingua.

Abbiamo citato questi punti ma in realtà sono molti di più. Lascio così a voi la possibilità di espanderli. Ora però considerate che comunque nonostante le nostre buone intenzioni in questo mondo non esistono precauzioni che ci proteggono in modo perfetto. C'è da dire infatti che i passi di Matteo non sono eventi comuni anzi piuttosto rari nelle congregazioni ( hem... almeno nella maggiorparte...). Ci sono cose più preoccupanti che potrebbero minare le congregazioni e sono molto più sottili e nascoste le prenderemo in considerazione nel prossimo post.

“La pace del Cristo domini nei vostri cuori, poiché ad essa foste infatti chiamati in un solo corpo”.  Colossesi 3:15




Capitan Kirk








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02/09/14

TUTTAVIA ALCUNI NON CONTAMINARONO I LORO MANTELLI


Ogni tanto, quando mi attraversano pensieri troppo pessimisti, come alcuni che si sono letti in questi giorni, traggo conforto e forza dal testo che incollo sotto.
(Allego anche il commento di Henry Mattew disponibile in parola.net)

Ogni volta che ci appare qualche spettro che ci spaventa da dentro, dovremmo pensare a quei cristiani di Sardi e cercare di essere come loro.



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(Rivelazione 3:1-6) “E all’angelo della congregazione [che è] a Sardi scrivi: Queste son le cose che dice colui che ha i sette spiriti di Dio e le sette stelle: ‘Conosco le tue opere, che hai nome d’esser vivo, ma sei morto. Divieni vigilante e rafforza le cose rimanenti che stavano per morire, poiché non ho trovato le tue opere pienamente compiute dinanzi al mio Dio. Perciò, continua a ricordarti di come hai ricevuto e di come hai udito, e continua a serbar[lo], e pentiti. Certamente, se non ti svegli, verrò come un ladro e non saprai affatto in quale ora verrò su di te. “‘Tuttavia, hai alcuni nomi a Sardi che non hanno contaminato i loro mantelli, ed essi cammineranno con me in [mantelli] bianchi, perché sono degni. Chi vince sarà così adornato di mantelli bianchi e non cancellerò affatto il suo nome dal libro della vita, ma riconoscerò il suo nome dinanzi al Padre mio e dinanzi ai suoi angeli. Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni’.


all'angelo della chiesa di Sardi, scrivi:

Sardi era costruita sopra una collina dominante la valle del Pactolo dalle sabbie aurifere, ad oriente d'Efeso e al sud di Tiatiri. Era stata città prospera ai tempi di Creso e capitale del regno di Lidia. Presa da Ciro nel 549 a. C. fu fatta sede di un governatore; più tardi la espugnò Antioco il grande. Rovinata da un terremoto nell'anno 17 fu riedificata da Tiberio. Nel 13o secolo fu distrutta da Tamerlano e oggi è ridotta, alle poche capanne del villaggio di Sart. Sardi era devota a Cibele e a Giove Lidio, nota per il suo lusso e la sua lussuria. Non sappiamo nè quando nè da chi vi fu introdotto il cristianesimo, ma risulta da Apocalisse 3:3 che la parola del vangelo vi era stata ricevuta con gioia almeno una ventina d'anni prima del messaggio dell'Apocalisse rivolto a una chiesa tanto decaduta ch'essa è caratterizzata come morta.

Queste cose dice colui che ha i sette Spiriti di Dio e le sette stelle:

Per il senso di questa duplice designazione, vedi Apocalisse 1:4,16-20. Cristo si presenta come il Capo supremo della Chiesa e la fonte da cui procede, mediante lo Spirito, ogni vita spirituale ed ogni energia negli individui o nelle comunità. C'è in queste parole, fin dal principio del messaggio, come un invito a cercare in lui la guarigione del male di cui soffre la chiesa.

Io conosco le tue opere: tu hai nome di vivere e sei morto.

C'è una speciale solennità in questo conosco le tue opere quando si tratta, come qui, di una chiesa che ha un'apparenza e una riputazione di vita non rispondenti alla realtà. Questa realtà Cristo la discerne attraverso le apparenze. La chiesa ha nome di vivere, cioè gode presso alle sue sorelle la riputazione d'essere una chiesa prospera, perché non ha abbandonato la sana dottrina, pratica il culto, ha una qualche attività; ma in realtà è morta spiritualmente perchè è venuta meno in lei la vita di fede, di speranza e di amore ch'essa possedeva al principio. Ha le forme della pietà ma ne ha rinnegata la potenza 2Timoteo 3:5. Ha il corpo, ma l'anima non c'è più. La morte non è ancora completa in tutti né in tutto; ci sono alcuni pochi membri viventi e fedeli; ce ne sono altri in cui la vita sta per spegnersi, ma può esser rianimata; ci sono istituzioni ed attività languenti ma suscettibili di nuovo vigore. Lo stato della chiesa è descritto come un torpore spirituale che se non è rotto bruscamente, diventa vera morte. Torna in mente la parabola delle dieci vergini che si addormentano, o l'esortazione di Paolo: «Risvegliati tu che dormi e risorgi dai morti e Cristo t'inonderà di luce» Efesini 5:14. Come fosse la chiesa caduta in un tale stato, non ci è detto. L'atmosfera moralmente viziata che i credenti respiravano in Sardi, il benessere materiale, l'assenza di persecuzioni, la negligenza nel valersi dei mezzi di grazia, e nel praticare i doveri cristiani, hanno dovuto contribuire a produrre il triste risultato. Il messaggio di Cristo mira a svegliar la chiesa dal sonno fatale che l'invade.

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Aggiungo che per quanto in questo blog si faccia spesso riferimento alle fantomatiche “riforme”, non diamo troppa importanza a queste proposte benintenzionate. Qualsiasi nuova norma o meccanismo organizzativo può essere usato per fare gli stessi danni, se non peggiori, di quelli che qui si criticano. La qualità della nostra organizzazione dipende dallo spessore spirituale di chi la compone, molto più di qualsiasi “forma” o ri-forma. Cerchiamo e chiediamo lo Spirito di Geova mediante Gesù Cristo e smettiamo di confidare in noi stessi e nelle nostre presunte buone idee. “Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni”.