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28/04/15

COSA INSEGNA IN REALTA' LA BIBBIA SU DISASSOCIAZIONE E OSTRACISMO ?

Postato dal fratello  IARED
il 16 Febbraio 2015 ore 16:51

DISASSOCIAZIONE E OSTRACISMO 
        

Non necessariamente è condannato da Geova chi commette un peccato una sola volta, il peccato deve divenire una pratica (Galati 5:21). L’apostolo Paolo scrivendo a Tito gli disse come ci si doveva comportare verso un uomo che commetteva un peccato abbastanza grave, come il promuovere una setta. Tito 3:10: dice: “In quanto all’uomo che promuove una setta, rigettalo dopo una prima e una seconda ammonizione…”. L’uomo non doveva essere espulso se non dopo, una o due ammonizioni. Questo  dovrebbe farci capire che bisogna andarci piano con la disassociazione.

OSTRACISMO: ovvero l’atto di boicottare qualcuno, emarginandolo, escludendolo e discriminandolo. Questo atteggiamento verso i disassociati viene non solo giustificato (L’ostracismo è giustificato solo verso quelli che odiano Geova, leggi 2 Cronache 19:2), ma viene incoraggiato servendosi della scrittura di 2°Giovanni 9-10: Chiunque va avanti e non rimane nell’insegnamento del Cristo non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento è colui che ha il Padre e il Figlio.  Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto”.

COSA DICE LA BIBBIA: Le scritture vanno sempre lette nel contesto. La risposta a questa domanda è nelle parole precedenti. Chi doveva subire questo trattamento?  2°Giovanni 7 risponde:  Poichè sono usciti molti ingannatori nel mondo, persone che non confessano Gesù Cristo venuto nella carne,  inoltre identifica chi non doveva ricevere nemmeno il nostro saluto: “Questi è l’ingannatore e l’anticristo”. Di chi stava parlando l’apostolo Giovanni?  In quel periodo nella congregazione si formarono dei gruppi. Tra questi  il più influente furono gli gnostici.  Gli gnostici  rinnegavano l'incarnazione di Cristo,  sostenendo che la venuta di Gesù sulla terra fosse stata solo apparenza ed illusione. In parole povere rigettavano la risurrezione di Gesù.  In sostanza le idee gnostiche erano eretiche e distruggevano il cristianesimo alla base. Ecco perché l’apostolo Giovanni era preoccupato che gli gnostici andassero nelle case dei  fratelli  facendoli cadere nell' apostasia.   …………………………………………………………………………

Un peccatore (o disassociato) e l’anticristo, sono due cose differenti. Un peccatore è qualcuno che riconosce Geova come Dio, Cristo come il Capo della congregazione, però ha sbagliato commettendo un peccato. Compiere una debolezza NON significa essere un anticristo. Le debolezze le hanno avute anche uomini fedeli dell’antichità.  Un anticristo è invece contro Cristo, un apostata che cerca di metterci nella testa i suoi ragionamenti. Vuole entrare  in casa nostra allo scopo di promuovere credenze e condotta errata, allo scopo di sedurci, avendo la mira di sovvertire la nostra fede con i suoi insegnamenti. In questo caso non lo lasceremo entrare in casa ne gli rivolgiamo un saluto. Diverso è il discorso riguardo a una persona disassociata. Costui non è l’ anticristo o contro Cristo, né è detto che nel venire da noi, lo faccia per promuovere insegnamenti anticristiani. 
 
Un altro versetto che viene applicato erroneamente e incoraggia l’ostracismo è: 1°Corinti 5:9-11 Nella mia lettera vi scrissi di cessar di mischiarvi in compagnia di fornicatori,  non [volendo dire] interamente con i fornicatori di questo mondo o con gli avidi e i rapaci o gli idolatri. Altrimenti, dovreste effettivamente uscire dal mondo.  Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo”. Questo versetto non si applica ai disassociati, perché il versetto 11 afferma di: “cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello”. Il disassociato NON è più un fratello e quindi non  può chiamarsi tale, di conseguenza questa scrittura non si applica a loro, ma  bensì a quelli  che si comportano nel modo suddetto, ma che  per varie ragioni non sono stati disassociati. Ecco perché Paolo più avanti consigliò di compiere questa azione (rimuoverli), perchè evidentemente ancora non era stata compiuta, dicendo: ”rimuovete l’uomo malvagio di fra voi” versetto 13 ).  Abbiamo detto che il disassociato non è più un fratello, oramai fa parte del mondo di Satana. A conferma di ciò l’apostolo Paolo scrisse in 1°Timoteo 1:19-20 di alcuni che avevano ripudiato la fede, facendo i nomi di Imeneo e Alessandro, questi venivano consegnati a Satana, nel senso che da quel momento uscivano dalla congregazione di Dio, e cominciavano a far parte del mondo di Satana (leggi anche 1°Corinti 4:5). Quindi è evidente che la persona disassociata fa parte del mondo di Satana (2°Corinti 4:4, CEI) e di conseguenza non può essere più considerato un fratello. Ragionevolmente quando la scrittura dice di “cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello” non si riferisce ai disassociati, perché oramai i disassociati non sono più considerati fratelli (leggi Marco 3:33-35).    Inoltre la scrittura ci proibisce di mischiarci (mischiare, che significa: unire, mescolare o amalgamare elementi di diversa natura), con qualcuno chiamato fratello, il che significa amalgamarci con lui o avere dei rapporti molto intimi. Avere però dei rapporti limitati e ragionevoli  non significa che ci stiamo mischiando.
                                                                                               
 "Il ritorno del FIGLIO PRODIGO" descritto in Luca 15:11-32: 
Il racconto è toccante! Dopo che il figlio tornò avendo sperperato i suo mezzi di sostentamento con le meretrici (versetto 30), il padre scorgendolo da lontano lo abbracciò e lo baciò, fece scannare un giovane toro, mangiarono, si rallegrarono, insomma fecero una festa. Non è scritto da nessuna parte che questo giovane subì un comitato giudiziario. Se ci fosse stato bisogno di un comitato giudiziario, Gesù non lo avrebbe esposto nel suo racconto visto che il giovane era stato con delle prostitute? Non è forse vero che se succedesse oggi una cosa del genere, gli anziani lo chiamerebbero subito a presentarsi davanti al comitato giudiziario? Nel racconto però non viene mostrato nessun comitato giudiziario, è bastato il pentimento del figlio e il perdono del padre!

La maniera corretta di agire verso un peccatore e ben descritta in Matteo 18:15-17: “Inoltre, se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello.  Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse”.  Quello che a noi interessa per determinare come doveva agire la congregazione verso un peccatore, viene mostrato al versetto 17. Se la questione non poteva essere risolta, doveva essere portata davanti alla congregazione. Se il trasgressore non ascoltava neanche la congregazione, veniva espulso. Questo è ciò che significa considerarlo: “come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse”. Questa è anche l’applicazione che ne fa la W99 15/10 pag.22, par.22 – e la W94 15/7 “Come risolvere i contrasti”, dal sottotitolo “Contrasti seri” (terz’ultimo paragrafo). Quello che però va sottolineato è che le persone delle nazioni si salutano e vanno trattate, anche se si evita la stretta associazione, questo conferma che anche la persona espulsa (disassociata) può essere salutata e trattata.  
      
Che dire della parabola di Gesù  narrata in  Luca 15:4-7: “Chi è fra voi l’uomo che, avendo cento pecore, se ne smarrisce una non lascia le novantanove nel deserto e non va in cerca della smarrita finché non la trovi?  E, trovatala, se la mette sulle spalle, rallegrandosi.  E giunto a casa, raduna gli amici e i vicini, dicendo loro: ‘Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era smarrita’. Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un peccatore che si pente che per novantanove giusti che non hanno bisogno di pentirsi”. La pecora che si era smarrita era forse un inattivo? No! Perché Gesù parlò di essa come di: “un peccatore che si pente”. Inoltre la parabola si riferiva proprio agli esattori di tasse e ai peccatori come viene evidenziato nei versetti precedenti (versetti 1-3). Si, Gesù ci ha dato l’esempio in quanto ad aiutare (non ostracizzare) i peccatori (leggi Matteo 9:10-13; Luca 19:5).                                                                                                                                                                                                                                                                                                          
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                __________________________________________________                                                                                                                                                       

22/04/15

Il commento tradito

“La sapienza è la prima cosa. Acquista sapienza; e con tutto ciò che acquisti, acquista intendimento”. — Prov. 4:7.

Cari fratelli

Mentre la maggioranza lascia che la propria attenzione e il proprio tempo si volgano alla conoscenza che i sistemi di questo mondo offrono, un sempre crescente numero di persone si rivolgono altrove. Ora sentono il definito e urgente bisogno d’acquistare chiaro intendimento della Bibbia. Vogliono una conoscenza solida e fidata, fatti su cui basare le loro convinzioni e le loro speranze. Cercano una guida che li aiuti a risolvere i problemi della vita quotidiana, che li assista a prendere giuste decisioni in tempi di crisi e , soprattutto, si interessano della promessa divina della vita eterna e di conoscere le Sue esigenze. Queste informazioni saranno date loro dalla Bibbia, ma dovranno capire ciò che leggeranno. — Sal. 119:105, 160; Giov. 17:3.
Nella scrittura di Proverbi che fa da incipit a questo post ( x Neemia sostituisci incipit con "a capoccia" ) , il saggio Re Salomone mette in relazione la sapienza con l'intendimento. La sapienza, abbiamo più volte studiato, è la l'applicazione della conoscenza. Tutti si accontentano di questo aspetti, ma il saggio Salomone guidato dallo spirito santo spiega che questo non basta e che assieme alla sapienza si deve anche acquistare intendimento.

Che cosa è l'intendimento ?

Intendimento significa vedere i fatti come hanno relazione fra loro. Implica, discernimento e perspicacia, vedere dentro nel perché e nel percome delle cose. Con l’intendimento vediamo non solo i punti isolati di una faccenda, ma il quadro completo. — Dan. 9:22, 23. Per capire cosa significa mettere in relazione tanti aspetti per risolvere un problema, facciamo un esempio pratico. Propongo così al blog questo famoso rompicapo comparso di recente in un sito di un giornale nazionale. E' un puro e semplice esercizio di logica, niente di più e niente di meno.

Cheryl vuole far indovinare la data del compleanno a due nuovi amici, Albert e Bernard. Ma lo fa fornendo 10 date possibili: 15, 16 e 19 maggio; 17 e 18 giugno; 14 e 16 luglio; 14, 15 e 17 di agosto. Poi dice ad Albert qual è il mese giusto, ma non il giorno. A Bernard dice il giorno ma non il mese.
A quel punto Albert dice: "Io non so quando è il compleanno di Cheryl, ma so per certo che nemmeno Bernard lo sa".
Bernard risponde: "All'inizio non sapevo quando fosse il compleanno, ma ora lo so"
Albert: "Allora anche io so quando è nata"

Per risolvere questo problemino di logica serve intendimento ? Se fosse vero, basterebbe che ai fratelli venisse richiesta la risoluzione di problemi come come questo. Invece l'intendimento a cui ci riferiamo non è di questo tipo. Noi sappiamo che la vita ci pone d'avanti questioni molto più complicati di questo esercizio. Spesso siamo in imbarazzo per le difficoltà che dobbiamo affrontare e spesso la scelta migliore è quella del male minore. E' questo il nostro caso ?

I nostri commenti nel blog sono la rappresentazione di quello che pensiamo e come amministratori saremo davvero lieti di evitare che gli interventi subiscano censure. Questo nostro desiderio però spesso collide con alcuni eccessi ma fanno anche seguito alle tante ammissioni che ci siamo dovuti dare. Non abbiamo censurato molti commenti, per dare un opportunità di dire le opinioni così come le sentite, senza vincoli o costrizioni perché, in tutti i casi, vi consideriamo membri della Ecclesia. Continueremo a fare questo, ma nondimeno ci sentiamo in obbligo di incoraggiarvi a continuare a progredire nel commentare, con intendimento. 

Quale tipo di limite ci possiamo porre ? 


Ad esempio criticare il CD, i CO o gli Anziani come genere o classe ha poco senso, così come ha poco senso criticare razze o nazioni. Ad esempio, tutte queste categorie sono fatte di persone e quindi generalizzare significa discriminare chi cerca di servire fedelmente Geova. Se non vogliamo essere discriminati dobbiamo imparare a non discriminare gli altri. Indubbiamente è più vantaggioso, per tutti, denunciare e accusare gli atteggiamenti arroganti che alcuni fratelli hanno acquisito. I fatti specifici le vicende queste sono da considerare nel merito delle questioni che l'Ecclesia si pone. 

Ma le questioni, in alcuni casi, coinvolgono non solo aspetti legati all'organizzazione. ma anche ad alcuni dogmi della fede. Ora partiamo dal presupposto che e naturale avere dubbi su qualche aspetto ma la cosa, non dovrebbe essere di per se un problema. In una congregazione normale, chi ha dubbi o perplessità, dovrebbe sentirsi libero di segnalare le sue questioni all'anziano. A questo punto ci si aspetta che il fratello, cerchi di risolvere questi dubbi in modo ragionevole senza creare contenzione e senza giudicare il fratello. Ovviamente, le questioni non sono tutte uguali e vanno considerate in modi diversi, ma le linee di confine però le conosciamo tutti e oltrepassarle significa subirne delle conseguenze. Anche se diamo la possibilità di sostenere idee non allineate, le questioni dogmatiche non possono essere tolte dall'esercizio della fede.

Questo fatto lo potremmo considerare come un atteggiamento non coerente. Ma possiamo criticare "la legge" e mantenere comunque una posizione di rispetto verso essa e verso Geova ? Me lo sono chiesto e, un giorno, mi sono dato questa risposta prendendo spunto da un articolo della nostra Torre di Guardia. Ho preso in in esame come Gesù considerava il Sabato. Gesù venne accusato più di una volta per eseguire miracoli di Sabato. Ma Gesù stesso lo osservava. Di lui leggiamo: “Quando arrivò il pieno limite del tempo, Dio mandò il suo Figlio, che nacque da una donna e che nacque sotto la legge”. (Galati 4:4) Gesù era israelita e come tale era soggetto alla Legge, che includeva i precetti relativi al sabato. Fu solo dopo la morte di Gesù che il patto della Legge venne messo da parte. (Colossesi 2:13, 14) È vero che Gesù disse: “Non pensate che io sia venuto a distruggere la Legge o i Profeti. Non sono venuto a distruggere, ma ad adempiere”. (Matteo 5:17) 

Cosa si intende però con la parola “adempiere”? 

Facciamo un esempio: Un costruttore non adempie gli obblighi contrattuali strappando il contratto ma portando a termine la costruzione dell’edificio. Una volta terminato il lavoro secondo i desideri del cliente, il costruttore ha adempiuto gli obblighi contrattuali e quindi non è più tenuto a rispettarli. Allo stesso modo, Gesù non strappò il contratto infrangendo la Legge; piuttosto l’adempì osservandola alla perfezione. Una volta adempiuto, il “contratto” della Legge non era più vincolante per i servitori di Dio. Fin'ora ho salvato la pellaccia non di meno presto attenzione a volgere lo sguardo verso l'adempimento della legge non patteggiando ne scendendo a compromessi ad esempio con chi gioca con l'ambiguità del termine carriera.

Ancora sul commento
Ho intitolato il post "il commento tradito". Il verbo tradire deriva dal latino tradĕre «consegnare», attraverso il sign. di «consegnare ai nemici». Ecco in questo stesso modo cercate di non consegnare i vostri commenti al nemico. Lo spirito critico di Gesù, ha dimostrato che possiamo (e dobbiamo) essere fermi nella fede e il blog ci sta dando il modo di poter dire le cose come stanno senza che alcuno possa compromettere la nostra relazione personale con Geova. Usiamo i nostri commenti per aumentare il nostro intendimento e l'esercizio della fede, abbia il suo senso compiuto nelle cose che facciamo. Manteniamo così ferma, la nostra volontà nel continuare a servire Geova, nella preghiera e nel suo sacro servizio. Che Geova vi benedica.


p.s.

Dimenticavo la soluzione del rompicapo è il "16 Luglio"

06/04/15

Le vittime delle opinioni


“Il regno di Dio non significa mangiare e bere, ma significa giustizia e pace e gioia con spirito santo”. — Rom. 14:17.


IN QUALSIASI gruppo di persone esistono opinioni, gusti e sentimenti intimi diversi. Questo può dirsi anche dei sinceri cristiani.  Immaginate la confusione se tutti i componenti reputassero la propria opinione superiore o se ritenessero che gli altri componenti vi si debbano conformare. Tali divergenze possono davvero arrivare a turbare la pace e l’unità della congregazione. Nel 14° capitolo di Romani l’apostolo Paolo tratta le divergenze di opinioni nella congregazione cristiana di Roma. Queste avevano a che fare con cose che influivano sulla coscienza, e alcuni pensavano che si dovessero assolutamente appianare queste divergenze, in un modo o nell’altro, per poter praticare la vera adorazione di Dio. L'oggetto di discussione erano le interpretazioni di coscienza su aspetti minori della vita quotidiana e l’apostolo fece notare che i cristiani maturi hanno un’ampia libertà. Ma avvertì anche il cristiano consapevole, di non fare uso sfrenato di questa libertà e di non cercare di limitare la libertà altrui.

D’altra parte, è anche essenziale che il cristiano dalla coscienza troppo scrupolosa si astenga dal criticare un altro che esercita la propria libertà. Se lo fa, giudica il suo fratello. Se non corregge il suo punto di vista (Confronta II Corinti 13:11) continuerà a turbare la pace della congregazione con tutti gli effetti nefasti del caso. Se giudica il suo fratello, deve addossarsi gran parte della colpa per la difficoltà causata dal suo atteggiamento critico. Dovrebbe piuttosto, sforzarsi di divenire pienamente maturo e stabile, rafforzando la sua fede su tutti i punti, per non essere incline a inciampare o a condannare altri. Se non fa progresso in questo modo, può essere una continua fonte di turbamento e recare biasimo sulla “buona notizia”. — Ebr. 5:12-14; Sal. 119:165.

Questo si può dire di molte altre cose della vita. Vestiti e pettinature, divertimenti, lavoro e altre cose personali non devono essere utilizzati per discriminare il progresso spirituale dei fratelli (Filip. 1:12) Se non c’è nessuna effettiva violazione delle Scritture e se è mostrata moderazione evitando gli eccessi o la partecipazione a peccati mondani, allora queste cose della vita quotidiana non rientrano nel campo in cui dovremmo essere giudicati. — Confronta Proverbi 11:2. I nominati sono in particolar modo tenuti a evitare di esprimere giudizi gratuiti, sull'esercizio della fede. In molti casi sono i fratelli stessi che chiedono interpretazioni e potrebbe essere facile cadere nella tentazione di darle. Ma chi ascolta se non ha riferimenti biblici specifici rischia di interpretare le parole in molti modi, creando così più confusione di quella che si tenta di risolvere. 
Le opinioni gratuite non ponderate, quindi si potrebbero rivelare come pericolosi effetti collaterali e addirittura ritorcersi contro chi le ha espresse. Se un fratello o una sorella chiede indicazioni su questo o quel atteggiamento, vestito, acconciatura, musica, film e meglio trattenersi per tanti motivi. 

Se eserciterete questa qualità, non sarete voi stessi le prime vittime delle vostre opinioni.

01/04/15

Chi sta attaccando il popolo di Dio ?

Cari fratelli

Di recente abbiamo avuto l'occasione di ascoltare il discorso fatto dal fratello Jeoffrey Jackson attuale membro del corpo direttivo che ha spiegato il futuro attacco che Gog di Magog sferrerà al popolo di Dio, in adempimento della profezia di Ezechiele 38: 14,23. ( su Youtube "chi attaccherà il popolo di Dio" ) La considerazione di questi affinati aspetti profetici doveva essere rivista considerando le caratteristiche che avrebbero contraddistinto la caduta di Gog di Magog che, sempre Ezechiele, descrive poco dopo in Ezechiele 39:4 e 39:11. In queste scritture si nota bene che gli effetti dell'intervento di Geova sono poco associabili alla figura di Satana e per questo il fratello Jackson ha spiegato che Gog può essere meglio interpretata in una coalizione di Nazioni che presterà un indebita attenzione verso il suo popolo. 

A questi aspetti profetici quali considerazioni possiamo trarre ? Molte. Possiamo sicuramente avere lo spirito incoraggiato, dal fatto che Geova comunque non lascerà che il suo popolo venga annientato da questi strumenti di Satana. Ovviamente sappiamo tutti che questo adempimento avrà con molta probabilità ripercussioni non piacevoli verso molti fedeli servitori. ( Qualcuno vede piccoli sprazzi di adempimento nella persecuzione continua che i nostri fedeli conservi stanno avendo in Ucraina e nella vicina Russia )

Ma questi aspetti per chi sta correndo la vita cristiana in questi tempi della fine lasciano spazio ad ulteriori considerazioni che ci coinvolgono già da adesso. La questione evidente è che molti, nel popolo di Dio sono già sotto attacco. Questa consapevolezza e resa evidente dalle numerose vittime di questo attacco sparse in tutto il mondo. Molti stanno vivendo sulla loro pelle una sorta di "persecuzione" che forse la possiamo considerare la peggiore di tutte, la domanda seguente è un po' quella che ogni cristiano consapevole si sta ponendo. 

Chi sta attaccando il popolo di Dio ?

La risposta semplice la conosciamo tutti è questo sistema di cose guidato da Satana che sta attaccando il popolo di Dio e sta creando divisioni all'interno della stessa congregazione. Questo tipo di attacco è ben descritto dall'apostolo Pietro. "Mantenetevi assennati, siate vigilanti. Il vostro avversario, il Diavolo, va in giro come un leone ruggente, cercando di divorare [qualcuno]. "( I Pietro 5:8 ) 

Ricordiamo che il ruggito del leone non è l'attacco vero e proprio ma la minaccia di un attacco. Questa sottile differenza non compresa da molti oratori ci permette di capire che il primo effetto di questa "forma" di attacco iniziale è quello di far nascere la paura nelle prede. Se da fedeli cristiani non ci manteniamo assennati diventiamo vittime prima del tempo. E' questo il nostro caso ? Sta prendendo il sopravvento la paura di perdere qualcosa di questo sistema ? Abbiamo molto più di un indizio per ritenere che queste forme di attacco stiano aumentando di intensità e si sono diversificate sia nei modi che negli intenti come gli agenti patogeni delle malattie. 


Il Sistema di cose 


Il sistema di cose è tutto ciò che sta  intorno all'Ekklesia e come abbiamo visto ostacola i fedeli servitori di dio. La crisi economica, l'aggressione degli stati sovrani, l'apostasia religiosa , l'indifferenza della gente, la persecuzione famigliare, sino ad arrivare la fatica del vivere quotidiano. Questi sono solo alcuni esempi di aspetti che corrodono la spiritualità dei cristiani consapevoli.

Ma non solo

A questi aspetti ve ne sono altri che purtroppo non provengono da fuori ma nascono proprio all'interno della congregazione. Nella maggioranza dei casi sono legati alla nascita di pericolosi sentimenti negativi come l'invidia, l'irragionevolezza, la malizia. Ricordate gli apostoli quando facevano a gara fra di loro per chi doveva essere alla destra di Gesù ?
Questi aspetti possono minare in modo irreparabile la spiritualità di un individuo. Non a caso un sorvegliante fuori onda in confidenza con fratelli ammise che qualche apostata l'abbiamo creato pure noi. Ricordate cosa accadde nella congregazione della Galazia e la denuncia dell'apostolo Paolo in Galati 2:4 "4 Ma a causa dei falsi fratelli, introdotti quietamente, che si insinuarono per spiare la libertà che abbiamo unitamente a Cristo Gesù, per renderci completamente schiavi, 5 a questi non cedemmo con sottomissione, no, nemmeno per un’ora, affinché la verità della buona notizia rimanesse presso di voi."

Questo esempi non vogliono dimostrare che la congregazione è corrotta, ma avvertono che è corrompibile. Una sottile ma importante differenza che dobbiamo valutare quando ad esempio non capiamo il perchè di certe gravissime "vicende" che accadono nella congregazione e che lasciano perplessi. 


La legge dei grandi numeri


Il sistema erode energie al popolo di Dio anche in modi meno evidenti. Io mi sono divertito con qualche operazione che condivido con voi. Considerate le attività di congregazione: tutti noi utilizziamo l'automobile per raggiungere la nostra locale adunanza. Quanti fratelli siamo in italia: 240.000 ? Mettiamo il caso che questo numero sia composto interamente da famiglie di 4 persone. Facciamo finta che  la congregazione disti solo 2 Km da queste famiglie. Con un semplice calcolo viene fuori che la partecipazione alle adunanze ogni giovedì richiede che il popolo di Dio percorra 240.000 Km. Ammettendo che le auto facciano una media di 20 Km al litro si consumano 12.000 euro di benzina. Come è facile notare le stime eccedono tutte ma nonostante questo, moltiplicando per 52 ( le settimane in un anno ) l'adunanza di servizio costa al popolo di Dio annualmente 624.000 euro solo di costi per il carburante. Se moltiplicate per due includete i costi anche per la domenica ( solo in Italia ). 

Per concludere

Al termine cerchiamo di riassumere alcuni aspetti. Tra breve Gog di Magog sferrerà l'attacco profetico al popolo di Dio. Tutti i cristiani devono essere consapevoli e devono quindi preparasi a questo evento. 
Questa consapevolezza ci permette di comprendere che già adesso sono molti gli attacchi che il popolo di Dio sta subendo non provengono solo da questo sistema di cose. 

Ora per finire vi chiediamo un piccolo impegno cristiano che è quello di migliorare gli interventi. Le critiche sterili, generalizzate non producono nessun effetto positivo ne per chi le legge ma nemmeno per chi le scrive. Possiamo e dobbiamo sicuramente esprimere il nostro personale disappunto verso chi vive una spiritualità malata, il blog è nato proprio per dare questa opportunità. Ma i comportamenti irragionevolmente insubordinati nelle congregazioni sono sempre da deprecare. Possiamo sicuramente essere cristiani consapevoli e ritornare ad avere una vita spirituale sana. Possiamo sin da ora con il nostro comportamento essere esemplari e addirittura mettere carboni ardenti sulla testa di chi non ha una visione corretta della spiritualità, non saremo certo noi che ci distingueremo per l'arroganza e l'alterigia. Il cristiano consapevole potrà essere vittima ma non sara mai carnefice, in tutti i casi però non si farà certo intimidire da nessuno.  Non dobbiamo rendere conto della nostra fede a nessun uomo ma dobbiamo rispettare le fede degli altri fratelli come ad un bene superiore. Per questo un altro pseudonimo nel quale ci accomuniamo è quello di fratelli della resistenza. Si, resistere per continuare a servire Geova nonostante tutto. 

Siamo stati incoraggiati ad aumentare il desiderio di servire Dio nel miglior modo possibile ? Siamo decisi a mantenerci integri contrastando tutto ciò che c'è di farisaico nella congregazione ? L'attacco al popolo di Dio è sotto i nostri occhi le onde di instabilità di questo sistema ci fanno comprendere che nessuno in questo mondo può sentirsi al sicuro. Manteniamo uno spirito positivo non tollerando che nessuno sia reso schiavo di suo fratello. Prestiamo attenzione alle persone deboli: donne sole, giovani ( tutti anche quelli dei nominati ), persone anziane. Sosteneteli voi in prima persona, con parole di conforto in modo che affrontino con serenità tutte le difficoltà che incontrano. Se ne avete la possibilità anche con un sostegno pratico, Gesù stesso vi ringrazierà per questo servizio che avete fatto al popolo di Dio.