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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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27/06/17

Incanaliamo le lamentele nella direzione più scritturale possibile in questo marasma burocratico strita-fratelli onesti


Ciao Neemia ,
ancora ringraziando per la pubblicazione dei miei pensieri di ormai 10 giorni fa, mi ha fatto piacere suscitare un certo vespaio di commenti, visto che sono l'autore del post mi sia consentito, se lo vorrai pubblicare, di esprimere un piccolo commento ai commenti. Quello che mi colpisce di più è che mentre tutti quanti sono stati pronti a puntare il dito sulla disorganizzazione (di chi è andato e non era assegnato, oppure di chi ha invitato la gente ad andarsene), nessuno ha colto nulla delle forse troppo lunghe riflessioni successive. Questo mi fa un po' male, ma forse dovrebbe fare più male a Neemia  e agli altri che hanno dato vita a questo blog.

E mi spiego veloce del perchè. La parte da distruggere in qualsiasi organizzazione umana è facilissimo farla, mi vengono in mente gli ultimi studi tG di queste ultime due settimane (settimane del 12  del 19 giugno 2017), c'è stato un willy dihel,(e ad andare a cercare nelle nostre pubblicazioni ce ne sono molte altre di storie così e ammissioni). Persino loro sanno puntare il dito sulle loro cose, che non vanno, anche se magari fanno passare 70 anni per riconoscerlo, figurati se non siamo capaci noi, "in diretta".

Così a tanti che vengono su questo blog viene naturale raccontare "in diretta" le cose che non vanno. Può capitarti che vivi in una congregazione o in una, allargando, comunità (ci stanno dentro amici e parenti di altre congregazioni vicine, magari),nella quale non puoi parlare con nessuno  perchè ti trovi con della gente che non capisce la sofferenza e ti prende per apostata. 
Allora il blog può essere un utile sfogatoio di queste frustrazioni, che cavoli a un certo punto Elia andò nella caverna come ci ricordiamo tutti.
Se però questo blog è solo uno sfogatoio, ed è seguito da gente ferita in senso spirituale ed emotivo, che viene qui ad ascoltare altra gente ferita, beh, se aggiungiamo sofferenze a sofferenze, non è che ne traiamo un sollievo secondo me (non ci ho mai creduto alla cosa del mal comune mezzo gaudio)
Invece la parte costruttiva è costituita dalle Riforme che Neemia007 e altri hanno proposto e secondo me sono la parte più importante e significativa di questo blog, di questo luogo virtuale. Il sollievo dovrebbe venire proprio da quelle riforme.

Facciamo un esempio:
i sorveglianti di circoscrizione.
Come sono organizzati ora non funzionano, ma fondamentalmente per un motivo, sono lì NON per risolvere problemi. 
E diventa il discorso sull'omissione: se io mi aspetto che venga il sorvegliante per risolvere problemi ma lui a livello istituzionale non può e non deve fare niente perchè "per quella settimana lui è un anziano, come gli altri, della tua congregazione", allora diventa a sua volta un problema. 
Visto che la figura del "sorvegliante di circoscrizione" non è strettamente bibblica, si può civilmente discutere di quali idee si avrebbero per migliorare le cose (es. li facciamo lavorare come quello che costruiva tende, alias Paolo, da cui la figura sarebbe tratta?, ergo li trasformiamo in una sorta di "pionieri speciali", li gestiamo con un numero di assegnazioni limitato nel tempo in modo che non diventino pensionati a via monte maloia o nelle sale assemblee...che poi gravano sul bilancio etc..). Ma a volte qualcuno racconta che "un tempo" i sorveglianti funzionavano o "funzionavano meglio", ecco chiediamoci, cosa è cambiato? Arriveremo presto alla conclusione che siamo cambiati noi e che non è un problema solo di buro-teocrazia miope.

Possiamo fare mila mille riflessioni su come sarebbe meglio organizzare
e credo che questo sia positivo.

Ma a prescindere dall'esempio, perchè le cose "non funzionano" ? Secondo me il motivo è che in realtà non sono mai veramente funzionate, ma fino alla metà degli anni '70, l'attesa imminente della fine del sistema di cose "copriva" i buchi. E' interessante che appena un anno dopo il 1977, nel 1978 esce il libro "felicità famigliare" come a dire bisogna che iniziamo a occuparci di ste famiglie di fratelli perchè l'attesa ancora è lunga.

Ora le prime generazioni che hanno imparato la Verità, mollando la falsa adorazione, hanno visto coi loro occhi formarsi congregazioni, costruire sale del regno e sale delle assemblee..hanno visto cose che noi umani delle generazioni venute dopo, non possiamo immaginare, e quindi si piegano ubbidienti anche perchè sono arrivati alla pensione e hanno una esperienza di vita "migliorata" dalla Verità.
Chi viene dopo, vede le cose che non vanno, non ha l'attesa della fine del sistema vicina, è chiaro che si arrabbia, ha un qualcosa di "irrisolto" dentro, un po' come gli Ebrei che aspettavano il Messia, lo hanno aspettato facendo cavolate per la maggior parte del tempo, sia il popolo sia i Re. (Un Re che sbagliava, tipo Davide, non pregiudicava un popolo fedele, viceversa un Re bravo, tipo Giosia, non poteva da solo cambiare tutto il popolo).

Quello che cercavo di dire nel post precedente, è che se in questa situazione "di stallo", ci facciamo prendere dalla idea tutta italiana di dividerci in guelfi e ghibellini, coppi e bartali, anziani e gregge, clero e laicato, e puntiamo il dito....beh non andiamo da nessuna parte.
Le riforme proposte nel blog sono meritorie, ci fanno riflettere e speriamo che sia tipo il rescritto imperiale del Re di Persia che non dormiva la notte, magari un membro del CD ci legge di notte e capisce....(ester 6:1-3)

Ma quello che possiamo fare secondo me non è focalizzarci solo sulle cose che non vanno, se questo blog diventa il ricettacolo di tutti gli sfoghi della organizzazione disorganizzata, diventa un Pagliaio di Pagliuzze, ma senza che si sappia nulla delle eventuali travi negli occhi di chi scrive, che non voglio dire che ci siano, ma appunto è comodo scrivere qui senza che nessuno sappia nulla di noi, se la prospettiva è solo dire tutto quello che non va, a parte le meritorie riforme di Neemia, che rischiano di fare da foglia di fico a tutto il blog.
"Esperienze costruttive"


Per questo secondo me si dovrebbe aprire un altro settore del blog stesso, chiamiamolo "esperienze costruttive", o come volete, ma un posto per parlare delle cose che funzionano, delle cose risolte bene, del fatto che ho fatto commenti all'adunanza copiando spudoratamente dei ragionamenti fatti qua sopra e ho ricevuto dei complimenti, come la settimana scorsa, oppure nella nostra congregazione la maggioranza condivide questo pensiero che anche qui trova riscontro, e quindi stando "dentro" le regole si è trovato un modo più saggio di far le cose che non applicare circolari alla lettera per i nemici e interpretarle per gli amici.

Lo so che queste cose "non fanno notizia" e io stesso ho scritto la prima volta qua, raccontando di cose che non mi son proprio piaciute, ma mi rendo conto che leggo questo Blog da 3 o forse 4 anni, e la maggior parte delle volte le informazioni che ne ho tratto mi hanno aperto la mente e sfidato ad andare avanti nella Verità non ostante, se questo Blog vuole aiutare la gente a stare bene secondo me deve dare la visione non solo della "verità non ostante" ma anche della "verità proprio perchè..", oppure dichiarare che questo (aiutare la gente a stare meglio) non è uno degli obbiettivi del Blog.

Si può cambiare solo se stessi, Sembra poco ma se ci riuscissi, Faresti la rivoluzione. (Sì sto citando Vasco Rossi) 
Riteniamo di poter fare una "rivoluzione salvifica" della nostra migliorabile organizzazione terrena finchè non viene il nuovo mondo, e di poterlo fare con questo blog?
Bene questo lo puoi fare solo se capisci il punto da dove partiamo, ovvero cali le nostre riflessioni nella nostra realtà italiana, come la riforma proposta nel primo post cercava di spiegare.
Siamo gestiti nel modo il più internazionale possibile, materialmente è impossibile venire incontro a tutte le specificità delle singole realtà nazionali.

Fare questo ci aiuterebbe a chiudere i "buchi" che dall'alto (un alto tutto umano ovviamente) non si possono chiudere. In definitiva vorrebbe dire seguire l'esempio di Fineas nipote di Mosè, ed è quello di cui avverto ci sia maggior bisogno da qui ai prossimi anni.

un saluto

Abisai (1 Samuele 26:8)
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18/06/17

Report da Congresso Cameri - 16.07.2017


Vengo da una regione del centro-italia, per cui, per arrivare alla sede del Congresso in oggetto, mi sono fatto una levataccia notturna notevole e un viaggio complessivo di oltre 1000 chilometri circa. Il motivo della mia presenza lì e non nella mia assegnazione è stato perché mi alterno ad assistere un parente, molto anziano, con mia sorella, ed essendo quello di Cameri il primo congresso in elenco (alla voce Chi siamo->Congressi) del Sito jw org, ho pensato di andarci Venerdì e Domenica (stando a casa il sabato per recuperare la levataccia).  

Il fatto è che non devo essere stato l'unico ad avere questa brillante idea della "assemblea intelligente" (come fosse la partenza intelligente delle vacanze).

Arrivato una decina di minuti prima dell'inizio ho trovato praticamente tutti i posti assegnati e naturalmente quelli nelle ultime file indietro erano bardati del noto nastro rosso-bianco, suppongo reparto infanzia (mentre il reparto disabili era quello contrassegnato dal simbolo portatori di handicap proprio sotto il palco). Tuttavia quei posti erano deserti.

Se non chè qualcuno prima di me aveva "violato" la bardatura in nastro bianco e rosso e si era seduto, prima uno poi un altro poi un altro e poi anche io. Nessun usciere è intervenuto a fermarci o a dirci "quei posti sono riservati" prima dell'inizio.

Sale sul podio chi da il benvenuto, e poi il discorso del Presidente. Viene fuori che quell'Assemblea si svolge in Italia, per i fratelli di lingua italiana della Svizzera. Essendo la Betel della Svizzera (e dell'Austria) trasferite a Selters in Germania, la Betel organizzatrice di quel Congresso in terra piemontese è...la Betel Tedesca! Grande sorpresa per me, e interesse nell'ascoltare il Presidente del Congresso, il quale rimarca più volte, quasi facendoci delle battute di spirito sopra, il fatto che i convenuti lì presenti "sono svizzeri, famosi per essere precisini nell'ubbidire" e quindi nel mettere in pratica le disposizioni che sarebbero state date di lì a poco. Mi sono sentito uno sciocco a non aver capito che tutte quelle targhe svizzere nel parcheggio non erano un caso solo in quel momento. 

Tuttavia dopo il primo simposio, mi è più chiaro il motivo di tutte quelle battute sull'essere svizzeri e precisi nell'ubbidire. Il Presidente, da cui avevo ascoltato il primo discorso, risale sul palco a dire che quel Congresso è organizzato per i fratelli della Svizzera, che ci sono dei fratelli della Svizzera che aspettano nella Hall della Sala stessa perché qualcuno che non è assegnato lì è andato a occupare i posti. Ci comunica anche che nel parallelo congresso che si svolge nella sala a fianco, in lingua inglese, ci sono altri 400 posti liberi, chi capisce l'inglese può andare là. E chiede "naturalmente" a chi non è assegnato a quella assemblea di andarsene nella Hall e lasciar sedere i fratelli della Svizzera, a quanto pare in piedi nella Hall in quel momento. 

Tenete presente che eravamo in piedi ad ascoltare gli annunci, dopo il cantico, e prima del brano bibblico recitato. Bene, a quel punto dopo quello che il Presidente aveva detto un discreto numero di persone che stimo in 50 hanno preso le loro cose e se ne sono andati (non stavano andando al bagno a meno chè non ci vadano con la borsa.)

Ammetto che un po' temendo mi sottraessero il mio posto non mi sono mosso da dove ero, nelle ultime file in fondo come ho detto, non ho potuto verificare quanti ce ne fossero fuori ad aspettare un posto per sedersi, quello che so è che non ostante se ne siano andati dei fratelli e delle sorelle, non ho visto praticamente nessuno venire a occupare i posti lasciati vuoti. Nè questo è successo dopo l'intervallo (a parte quello che succede di solito, 1 posto o 2 al massimo ma non certo un gruppo nutrito di persone che entra ad occupare i posti)

Infine arriva la pausa di intervallo fra le sessioni, mi alzo immediatamente dopo il cantico di mezzo e vado verso la mia auto per recuperare il panino...e durante il tragitto cammino lentamente. "Naturalmente" tutti parlano della "cacciata", di quelli che non c'entrano, i più con un'aria smarrita e stupita, ho sentito frasi sconnesse, probabilmente lo stesso brusio come come immaginabile si era diffuso dopo l'annuncio del Presidente.

La prima battuta di spirito che mi è venuta fuori è stata: "Ma se quelli sono svizzeri, precisi come orologi, come mai che erano in ritardo e si son fatti sottrarre il posto da chi non c'entrava?"
Ma a parte le battute, devo ammettere due cose, che dopo quell'annuncio ho faticato a concentrarmi sul resto del programma fino alla pausa. Trascuravo di dirvi che il Presidente ha anche detto "chi non è assegnato, e dovesse sapere che c'è qualcun altro che sta venendo e non è assegnato o ha pensato di venire questi altri due giorni, lo avverta di NON venire".

Il fratello betelita molto anziano di età che ha svolto l'ultimo discorso prima della pausa di mezzo tuttavia, è stato molto bravo a catturare l'attenzione e a riportare l'attenzione sul tema della perseveranza. Ho apprezzato gli oratori del pomeriggio, tuttavia hanno ripetuto un paio di volte che per andare via, si sarebbe organizzato un deflusso, da parte degli uscieri di parcheggio di circa una ora, per il quale era meglio che ciascuno restasse inizialmente dentro la Sala, a fine dell'ultima sessione, piuttosto che precipitarsi in macchina per stare in colonna un'ora. 

Sinceramente avendo quel lungo viaggio di cui sopra da affrontare non potevo restare un'ora ad aspettare per cui a metà circa del discorso conclusivo ho tolto le tende e mi sono diretto a casa.
L'assemblea, di cui non spoilero nulla, è molto bella, edificante, sinceramente ho amato talmente il programma incentrato sulla Lealtà dell'anno scorso, che questa non poteva piacermi di più di quella dell'anno scorso, ma tuttavia trovo che i nostri fratelli che ci vogliono bene ci mettono tutto il loro meglio per edificarci, e vanno apprezzati.

Però mi sono rimasti un paio di dubbi concreti da tutto ciò, e qualche considerazione più generale, che covavo da molto, leggendo anche le vostre idee sul blog, e che probabilmente attendevano un motivo scatenante per potersi scrivere:
Qual è la capienza di quella sala? 2000 posti? 2500 posti? Perchè ne sono stati annunciati nella sessione di mezzo 2387. Quanti svizzeri (fossero fratelli, sorelle o ospiti) erano in piedi nella Hall ad attendere un posto?

Perchè quel tipo di annuncio non è stato fatto alla fine della sessione serale, visto che era immaginabile che la cosa calamitasse l'attenzione, invece che lasciar concentrare i fratelli sul programma. E poi perchè è stato fatto in quel modo ("chi non è assegnato vada nella Hall"...sembrava quasi una presa per i fondelli, avessero detto vada a casa e poi al proprio congresso almeno erano taglienti uguale senza presa per i fondelli suddetti).

Ma ora, oltre a questi due dubbi, lasciate che vi dica i pensieri che, nel lungo viaggio di ritorno mi si sono fatti pressanti nella mente. "Siamo Svizzeri" ha detto quel fratello. E magari quello che a me è sembrato un modo di fare con poco tatto come minimo...o quasi un attribuire cattivi motivi ai fratelli (ma come fai a sapere che sono fratelli...e se fossero tutti invitati?) e che ne sai se fra l'altro, se sono fratelli, hanno avuto magari dei buoni motivi (come io credo di averne avendo fatto comunque un sacrificio per esserci), e non sono lì solo perchè gli faceva comodo....etc. 
Ma questi sono pensieri al limite del "negativo" del "non edificante", e quindi per quanto umani, li ho scacciati, secondo me hanno sbagliato a dirlo in quel modo e in quel momento, insomma, ma sbagliamo tutti.

"Siamo svizzeri". Quasi avesse detto "siamo corinti, filippesi, colossesi...." Ecco l'illuminazione...se così posso chiamarla. Guarda un po', l'Apostolo Paolo, non ha scritto una lettera standard per tutte le congregazioni, che si trovavano in diverse aree geografiche, e sebbene il suo messaggio fosse pressochè uguale dappertutto (come appianare i contrasti nelle famiglie, nelle congregazioni, come lavorare sulla nostra personalità spirituale e tanti altri aspetti...ma alla fine le cose che andava dicendo erano più o meno sempre le stesse, ma in forme molto diverse da Galati ad Efesini o a Tessalonicesi. 
Come mai? Non è che forse, e dico forse, teneva conto delle realtà diverse, locali, a cui scriveva? Voglio dire l'insegnamento era uno solo, ma veniva incontro alle differenze sociali, culturali, che le diverse zone del mondo dove si trovavano le congregazioni le portavano a confrontarsi.
Ora perché non è possibile far questo? Perchè dobbiamo subire l'egemonia culturale americana (ecco qui a leggere questa frase sicuramente sarò frainteso), ma è un fatto, che lo vogliate ammettere o no, che il mio retroterra dove sono nato mi influenza. 
I Testimoni di Geova non sono gli Ebrei del Terzo Millennio, non viviamo tutti insieme in una unica nazione con un unico modo di vedere e fare le cose. Siamo internazionali, e questa è una dimostrazione dell'Amore di Dio. E quindi non dovrebbe esserci nessun popolo prevalente. Non sto dando credito a quella vecchia obiezione che si incontrava in servizio talvolta a opera del Gris "Siete una Setta Americana", non è così, e lo sappiamo bene.
Ma il fatto di dire di essere un popolo unito non cancella le differenze.
Facciamo un esempio, l'Italiano è fatto, nei suoi cromosomi, di Giulio Cesare, Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Caravaggio, Giuseppe Verdi....c'è una cosa che unifica tutti questi (e molti altri che non cito ma credo che ci intendiamo), cosa unisce tutti questi? L'Individualismo, il fatto che ogni italiano pensa che se una cosa la farà lui, ma proprio lui, personalmente, la farà meglio di tutti gli altri. E tante volte non è mica vero. Ma quando è vero, arte e storia millenaria dicono che non abbiamo rivali...
Volete un esempio? La costruzione delle vecchie sale della Assemblee negli anni 70 e 80. Ho parlato con chi ne ha costruite tre o quattro. Il risultato? Si andava dal vecchio Kapoccia di XXXXX, gli si facevano vedere le carte e se a lui andava bene, si faceva. Teocrazia? Ma quando mai. Individualismo, allo stato puro. Che facciamo, in fila per i bagni, sudati nei palazzetti dello Sport (o congelati per troppa aria condizionata), rimpiangiamo il vecchio kapoccia? Non credo proprio. La storia aveva fatto il suo tempo ben prima di quando si è voltata pagina, in quel caso come in mille altri, nelle congregazioni.
Ed è un fatto che con le sue pareti costosissime e dall'acustica assorbente, con la struttura in legno e il climatizzatore, la Sala di Cameri, che ho visto, sia splendidamente realizzata e se capisco bene, tutto frutto del nuovo modo di fare le cose, senza kapoccia individualisti (o senza QUEI kapoccia individualisti).

Quindi per me, in definitiva, una delle riforme da proporre e attuare, sarebbe quella di adeguare consapevolmente l'insegnamento universale del cristianesimo alla realtà culturale con cui si confronta in un determinato territorio. Che non vuol dire solo modificare le presentazioni del servizio perché abbiano un senso nel luogo dove predichiamo. Ma attuare la stessa cosa anche quando si parla dei "difetti" nazionali. Nè questo si può fare con 10 minuti di bisogni locali qualche volta all'anno. Bisogna riconoscere i difetti nazionali e impostare qualcosa, forse nelle visite pastorali, forse nel modo di insegnare costante di chi ha il privilegio dell'insegnamento, che vada a smussare gli spigoli nazionali. (Ad esempio un italiano che migra in una altra nazione, nel giro di due generazioni è diventato americano, brasiliano o inglese, ma che dire dello spirito nazionalista...francese, americano, russo..etc. Insomma si dovrebbe/potrebbe, fare, conoscendo i caratteri "nazionali" di ciascun popolo)

Volete un esempio di difetto nazionale?  La nostra cultura cattolica ci porta a vedere "nell'anziano" e ancor più "nella famiglia dell'anziano", un punto di riferimento che va ben oltre le sue perfezioni e imperfezioni. Viene uno che mi da un consiglio? Bene devo avere gli strumenti culturali per pensare "ok, mi stai dicendo questo, ma come me lo stai dicendo, mi stai edificando oppure no?" E se non mi stai edificando, io te lo devo dire, perchè se no la prossima volta vai a fare dei danni a me o a qualcun altro. Risposta:"ma se fai questo poi quell'anziano quando può si vendica, perchè lo hai svergognato". Peggio mi sento, ma che paura avete, non ce l'aveva Paolo di denunciare Pietro la paura, e per cose gravissime (come si legge in Galati), che dovrei aver paura io? Se so di aver ragione (e non ho scheletrini nell'armadio) non devo aver paura, e se quell'anziano fa peggio, diventa un suo problema con il suo capo (Gesù), non è più un mio problema. Se nella mia famiglia non c'è un nominato io non sono di serie B, e se mi ci sento, o qualcuno, consapevolmente o inconsapevolmente mi ci fa sentire (notizie di funerali non date, pulizie della sala di cui non si è avvisati e compagnia cantante), sinceramente sto dando alla "nomina" molto più ruolo di quanto dovrebbe avere in realtà. E' questo che ci frega, li mettiamo sul piedistallo e poi pensiamo che non se ne approfittino...ma sono italiani, qual è l'italiano che esercita un potere senza abusarne? Della serie: Sono il presidente,  vi ordino di andarvene se non siete segnati a questo congresso e impauriti si alzano e se ne vanno...no ok, questa è una cosa da Italiani, e quelli erano Svizzeri....

Ok la sto mettendo sul ridicolo, e me ne scuso, però lo faccio anche perché la cosa non paia troppo pesante, per me non lo è, e credo che tanti altri continueranno a servire Geova, ad avere una relazione con lui, a prescindere dal contesto, tipo Geremia, Daniele e tanti altri del passato. Tuttavia mentre la Lealtà è una qualità personale che afferisce solo all'individuo mentre la perseveranza, oggetto di questo congresso, non può prescindere dal contesto, dalla nazione, dalla famiglia, dalla congregazione, dalla cultura, in cui ti trovi, e spero che nei vari congressi, italiani e del mondo, si parli delle situazioni difficili che tutte le variabili che ho elencato creano, per aiutarci a perseverare.

Ps. a proposito della situazione con la Russia, ma vendere Columbia Heights a un magnate russo amico di Putin invece che al genero di Trump (allora solo candidato alle primarie non presidente), non poteva essere una mossa tipo "fatevi amici per mezzo delle ricchezze ingiuste?" 

Saluti
Il Pendolare Abisai
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15/06/17

Riforma 16 : Introduzione del questionario per ogni nominato con incarichi nella congregazione mondiale


Come sapete i primi studenti biblici erano molto seri sulla gestione delle nomine e incariche teocratici e gli anziani dovevano essere persone spirituali e avere studiato con profondità le Scritture. Oggi come sapete, da un anziano non è richiesta una conoscenza profonda delle Scritture ma solo alcuni requisiti pratici dal punto di vista gestionale e aver una buona relazione di simpatia con altri nominati già in attività. I risultati sono sotto gli occhi di molti sinceri proclamatori che devono barcamenarsi tra continui abusi di potere e istruzioni basati su idee personali dei nominati di turno o da gruppi di Klan che gestiscono interessi personalistici di Lobby in intere circoscrizioni del popolo di Geova.

Per questo una riforma possibile e in armonia con la Bibbia è l'introduzione di un questionario ad hoc da sottoporre a tutti i nominati nel popolo di Dio e a quelli che lo vorranno diventare.




 Il libro Proclamatori del regno di Dio edito dalla congregazione cristiana dei Testimoni di Geova al cap. 15 p. 215 Sviluppo della struttura organizzativa dice :
 
 

"Le lettere V.D.M. stanno per le parole latine “Verbi Dei Minister”, cioè Ministro della Parola di Dio.
Nel 1916 la Società preparò una serie di domande su argomenti scritturali. Gli oratori che dovevano rappresentare la Società furono invitati a rispondere per iscritto alle domande. Questo permise alla Società di conoscere le idee, le opinioni e l’intendimento di quei fratelli su fondamentali verità bibliche. Le risposte scritte venivano vagliate con cura da una commissione esaminatrice negli uffici della Società. Per essere considerati oratori qualificati bisognava raggiungere almeno un punteggio di 85 su 100.
In seguito molti anziani, diaconi e altri Studenti Biblici chiesero di poter avere la serie di domande. Col tempo si disse che sarebbe stato utile che le classi scegliessero come propri rappresentanti solo persone idonee come V.D.M.
Quando la Società conferiva il diploma di Ministro della Parola di Dio, la persona non diventava per questo un ministro ordinato. Significava solo che la commissione esaminatrice della Società aveva valutato la sua conoscenza dottrinale, e fino a un certo punto la sua reputazione, e aveva concluso che meritava di essere chiamato ministro della Parola di Dio."
Affinché si ritorni ad avere ministri che credono e amano le Scritture e il Suo Autore e non solo il prestigio e l'interesse ad personam potrebbe il corpo direttivo ripristinare un moderno e aggiornato V.D.M. ?
Speriamo e auguriamoci che si riesca a dare una stretta a tutti quei nominati che fanno i propri interessi a discapito del Grande Nome di Geova (nome di Dio in italiano) e di tutti quei poveri proclamatori che non hanno soccorritore. Che Dio continui a proteggere la fratellanza onesta e umile
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13/06/17

Gesù seguiva i canali ufficiali per lamentarsi delle loro direttive religiose ?




A seguito del discorso del caro fratello Luccioni,  dal titolo "usate la lingua dei saggi",in cui il fratello ammette che ci possono essere direttive sbagliate ma non è saggio criticarle, mi sono chiesto se in verità Gesù , pronunciando le sue invettive contro il sistema farisaico dei suoi tempi, seguì la procedura in vigore.
La procedura  era la seguente ed è descritta in
Matteo 18:15-17 :

"... se il tuo fratello commette un peccato, va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. Se ti ascolta, hai guadagnato il tuo fratello.  Ma se non ascolta, prendi con te uno o due altri, affinché per bocca di due o tre testimoni sia stabilita ogni questione.  Se non li ascolta, parla alla congregazione. Se egli non ascolta neanche la congregazione, ti sia proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse."



Gesù visse come uno di noi



Gesù in 30 anni ebbe modo di notare il danno che le direttive dell'epoca creavano al popolo di Dio e molte di queste direttive le provò sulla sua stessa pelle, essendo cresciuto in una famiglia che contava molto poco nel sistema burocratico di allora. Suo padre Giuseppe era conosciuto solo come falegname e non ricopriva incarichi in vista nella sinagoga di Nazareth, erano molto poveri . Quando si recavano al Tempio in Gerusalemme vedevano anche il commercio che veniva fatto al suo interno con l'approvazione dei capi di allora.



La disposizione in vigore nella sinagoga



Secondo la disposizione burocratica allora in vigore ,Gesù avrebbe dovuto seguire questa procedura standard che  :



1 Avendo visto i commercianti nel Tempio defraudare i  fratelli poveri, avrebbe dovuto accostare in privato i commercianti disonesti e parlarci a tu per tu.

2 Se il commerciante continuava a fare commercio nella Casa di Dio , Gesù avrebbe dovuto prendere altri due o tre testimoni del fatto, magari tre sacerdoti o tre farisei che regolarmente erano nel tempio.

3 Se il commerciante non ascoltava neanche loro, Gesù avrebbe dovuto contattare il Sommo Sacerdote o la massima autorità giudiziaria nel Tempio affinché si prendessero le misure necessarie.

4 Se il Sinedrio o il Sommo Sacerdote o chi per lui avessero giudicato colpevole il commerciante, Gesù avrebbe dovuto trattarlo semplicemente come uno delle nazioni, togliendo il vincolo di speciale fratellanza.


Perché Gesù non segue la procedura e scaccia i commercianti dal Tempio ?



Nei vangeli, leggiamo di un Gesù zelante che in due occasioni specifiche scaccia i commercianti dal Tempio, senza aver seguito la procedura burocratica che sopra elenza la Bibbia. Gesù fece questo, all'inizio  e alla fine del suo ministero,  prima di essere consegnato ai suoi aguzzini per essere messo al palo.

Perché Gesù invece di sollevare tutto quel baccano in pubblico e creare scandalo, non andò dal presidente della sua sinagoga e dai suoi anziani di Nazareth a parlarne e chiarire in privato? Invece di fare quella scenata , non doveva seguire la direttiva e portare la sua lamentela davanti all'autorità ? Non sarebbe stato meglio consigliare in privato il commerciante , anzi i commercianti del tempio ?



Cosa possiamo imparare dall'esempio del più grande uomo ?
 



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