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Pensiero dell'anno

Mamma!
Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

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29/11/14

Il male alternativo

Deuteronomio 1:32,33 Ma nonostante questa parola non riponevate fede in Geova vostro Dio, 33 che andava davanti a voi nella via per esplorarvi un luogo dove accamparvi, mediante il fuoco di notte perché vedeste per quale via dovevate camminare e mediante la nuvola di giorno.

Pillola rossa o pillola blu ? Questa era la scelta che veniva posta da Morfeus all'hacker Neo nello storico film Matrix. Al protagonista di questo significativo film veniva data la possibilità di comprendere quale era la realtà della sua esistenza. Molti ospiti di questo blog hanno espresso commenti che spesso ho paragonato alla consapevolezza acquisita della realtà da quell'immaginario Hacker Neo nel fantasioso mondo di Matrix. Il nostro progresso spirituale ci ha sicuramente dato modo di riflettere sulla nostra ben più concreta esistenza e su come essa debba essere messa in relazione con il nostro creatore. Abbiamo imparato che Geova Dio ci ha posto d'innanzi la possibilità di scegliere il nostro cammino e di rispondere delle nostre azioni. Fino ad ora abbiamo sempre considerato l'umanità e quindi noi stessi come persone davanti ad un eterno bivio, da una parte abbiamo la via del bene e dall'altra abbiamo la via del male. E' quindi importante chiedersi: Quale via sto perseguendo ? Quali passi e quali orme sto seguendo ? Spesso però questa considerazione lascia perplessi specialmente quando in alcune congregazioni c'è qualcosa che non sta andando come dovrebbe. Perchè ci sono questi problemi che spesso coinvolgono nominati decennali ? E' un problema spirituale ? C'è qualcos'altro che ci sfugge ?

La scelta 

Atti 14:7 Or essendovi stata molta disputa, Pietro si alzò e disse loro: “Uomini, fratelli, voi ben sapete che dai primi giorni Dio fece fra voi la scelta che per bocca mia persone delle nazioni udissero la parola della buona notizia e credessero; 

C'è un detto piuttosto famoso che svela questa amara apocrifa realtà "con le buone intenzioni si lastricano le vie dell'inferno". Perchè è un'amara realtà ? Perchè non ci vuole molto a capire che "le buone intenzioni" di certo non ci assicurano i risultati che vogliamo ottenere o che speriamo di ottenere. C'è un altro detto della nonna che ci dice "Sbagliando si impara". In parte sappiamo che è vero e spesso ne siamo convinti anche noi quando leggiamo le sacre scritture e abbiamo imparato che la parola è stata scritta per le cose avvenire ( vedi I Timoteo 2:4,6). Ma il cristiano consapevole ha anche imparato sulla sua pelle chi un giorno gli ampliò il concetto dicendogli che "Se nella vita sei convinto che sbagliando si impara allora il paracadutista non fa per te". Se questa frase è in apparenza un po' scherzosa allora provate a sostituire il termine paracadutista con chirurgo. Vi fareste operare da un chirurgo distratto, superficiale ? Lo scegliereste in base al punteggio della laurea ? Chiediamoci anche: Accetteremmo noi di operare qualcuno ? Con questo semplice esempio risulta evidente che ci sono aspetti dove gli errori se fatti costano molto e quando accadono sono spesso irreversibili. Davvero non ci si può appellare alla buona volontà per sostenere di adempiere all'incarico che ci è stato affidato. 

Il terzo escluso

Matteo 7:16 Li riconoscerete dai loro frutti. Non si coglie uva dalle spine né fichi dai cardi, vi pare? 17 Similmente ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli; 

Purtroppo è difficile comprendere se l'aria mortifera di questo mondo influenzi chi e cosa all'interno della congregazione. Gesù Cristo ha identificato un modo per distinguere le intenzioni buone da quelle malvagie con l'efficace illustrazione "li riconoscerete dai loro frutti". C'è un'altra considerazione che possiamo fare e che probabilmente ci aiuta a comprendere perchè risulta complicato anche per chi ha la responsabilità come un sano CO riuscire a risolvere certi problemi nelle congregazioni. Geova e Satana si distinguono per i due scopi differenti. Il peccato verso Geova si distingue anch'esso per lo scopo che vuole raggiungere. Ci sono però peccati che sono altrettanto gravi ma non perseguono nessuno scopo malvagio. Nella scrittura di Geremia 10:23 l'omonimo profeta ben identifica questo problema con la nota illustrazione "Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo"

Geremia esprime con questa illustrazione al limite del paradosso la grande fragilità umana. Come identificare questo paradosso se non con la stupidità dell'uomo. La stupidità è il male di questo nuovo millennio, ed è molto pericolosa. Perchè ? Perchè la stupidità al contrario della malvagità non ha motivi. L'uomo prima di essere peccatore cosciente è una creatura naturalmente stupida. C'è differenza fra malvagità e stupidità ? Si perchè mentre nella prima c'è un atto cosciente nella seconda c'è solo l'intenzione cosciente. Per chiarire, la stupidità è una qualità che non ha ne Satana ne tanto meno di Geova. In questo sistema di cose la stupidità è proporzionale alla responsabilità acquisita. Questo significa che le persone semplici in media fanno tante cose stupide di entità più o meno lieve. Più una persona però ha responsabilità grandi più le stupidaggini che combina diventano gravi. Per dirla in parole povere i proclamatori fanno e dicono tante sciocchezze, gli anziani e poi i sorveglianti fanno poche cose stupide, ma quando le fanno sono guai. Un fratello volenteroso ma particolarmente stupido potrebbe essere un vero disastro per la spiritualità delle congregazioni. Per quale motivo ? Perchè ci sono alcuni di errori che coinvolgono i fratelli uccidono la spiritualità dei singoli ma il problema più grosso è che non si riesce ad inquadrarli e renderli evidenti. Ad esempio: potrebbe un fratello particolarmente distratto mancare di rispetto per il lavoro altrui. Perchè minimizzare chi poi alla fine può sentirsi offeso? Se un anziano non ha le idee chiare sui passi di Matteo nascono pastrocchi se un anziano applica principi della legge mosaica che gli vengono impartiti alle varie scuole senza un minimo criterio pure. 

Proverbi 22:6 Addestra il ragazzo secondo la via per lui; anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà.

Come Geova considera la stupidità ? Salomone sapeva bene cosa significava e aveva compreso che attraverso l'addestramento acquisisce capacità ed intelletto e la saggezza nel comprendere le cose. Ma questa capacità non è data però dall'istruzione acquisita e non c'è nessuna scuola di questo mondo che può dare questa capacità o garantirla, questo purtroppo non può farlo nemmeno la scuola di ministero teocratico ( così come forse sperava accadesse il caro fratello Knorr ). Per essere davvero cristiani consapevoli il cammino che abbiamo da fare è lungo prima di difenderci dalla malvagità di Satana dobbiamo difenderci dalle scemenze che facciamo. Questo in particolar modo quando diamo o accettiamo una nomina. Se un fratello ha delle rendite che gli permettono di non avere la necessità di lavorare per mantenersi, potrebbe avere molto tempo disponibile per la congregazione. La sua dedizione potrebbe essere sufficiente a garantire la cura che deve prestare nel gestire il gregge ? Possiamo confidare solo nelle sue buone intenzioni ? Possiamo dare la responsabilità nella congregazione solo confidando sulla sua buona volontà ? Sul suo rapporto ? Sulla relazione privata che ha con i sorveglianti ?

17/11/14

L'equilibrio delle nubi




Proverbi 24:16 "Poiché il giusto può cadere pure sette volte, e certamente si leverà; ma i malvagi li farà inciampare la calamità." 
Equilibrio. Questo è quell'elemento della nostra spiritualità che più ambiamo acquisire. Non ci vuole molto per capire quanto sia difficile mantenerlo nelle condizioni più critiche. Specialmente per noi che cerchiamo di vivere la verità in tutti gli aspetti. Perché il nostro non è un semplice equilibrio come quello che ci permette di camminare senza tentennamenti per raggiungere una delle nostre tante mete; il nostro equilibrio o meglio il concetto che abbiamo noi di equilibrio assomiglia più a quello di un acrobata. Abbiamo già capito che è molto faticoso perché sono tante le energie che dobbiamo spendere per non perderlo cadendo. La stessa metaforica fatica di quel giovane acrobata circense che alla festa di paese intrattiene gli spettatori su quel funambolico tragitto. Lui cammina su quel filo per scelta non proprio come noi che invece camminiamo sul filo per necessità. Perché il nostro è un filo che è lungo tutta una vita sopra la follia di questo sistema. Così ci vuole molto di più che un semplice desiderio per cercare di non cadere. Il risultato di una caduta per l'acrobata è che bisogna ricominciare d'accapo e a poco serve sostenere di essere quasi arrivati. Quando è stata la nostra ultima caduta ?


Deuteronomio 8:2 " E ti devi ricordare di tutta la via per la quale Geova tuo Dio ti ha fatto camminare in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti, per metterti alla prova in modo da conoscere ciò che era nel tuo cuore, se avresti osservato i suoi comandamenti o no." 
Si dice spesso che una delle risorse più importanti dell'essere umano sia quella di imparare dal suo passato. Mi sono accorto che però le storie che viviamo possono diventare talmente gravose che non hanno più l'effetto di rafforzarci o di renderci più concreti o comunque persone migliori. Hanno invece l'effetto di sovrastarci di sommergerci di creare una tale sofferenza da non sentirci più padroni della nostra vita. Talvolta la disperazione è tale che alziamo gli occhi al cielo sperando che ci caschi addosso perdendo il suo equilibrio. Non si ha il tempo nemmeno per riflettere sulle cose e talvolta ci consideriamo come quelli che vivono nella stanza sbagliata. In quelle condizioni la vita diventa solo una questione di stanze. Li, a pochissimi cm, dietro quel muro, ci sono altri appartamenti, con altre famiglie che hanno altre vite altri desideri altre ambizioni. Abbiamo forse creduto di salire sopra un treno per raggiungere una stazione che non è arrivata ? Abbiamo forse pensato che il regno è una corsa cristiana dove vince chi arriva primo ? Così nella confusione fra carrierismo e ambizione al privilegio siamo diventati bulimici di sogni e abbiamo imparato l'arte della distrazione per vincere i problemi. Chi si comporta con eccessiva apprenssione percuotendo i fratelli dimostra di non comprendere la differenza fra controllo e padronanza. Il controllo per queste persone prende sempre il sopravvento sulla padronanza perchè ha quantomeno il pregio di impedire scomode domande o di rendere conto a qualcuno.


  I Timoteo 5:21"Ti ordino solennemente dinanzi a Dio e a Cristo Gesù e agli angeli eletti di osservare queste cose senza pregiudizio, non facendo nulla per favoritismo."
Io non amo categorizzare le persone perchè ognuno di noi vorrebbe essere considerato per quello che è e non per l'etichetta che porta. Però è proprio a voi cari Sorveglianti che mi rivolgo perché siete quelli che più di altri nell'organizzazione vivono una vita alternativa. L'elemento più caratteristico che distingue il vostro ruolo e che, al contrario dei beteliti o dei proclamatori, ed anche di tutti i pionieri speciali, siete gli unici in tutta la struttura teocratica che non avete una fissa dimora. Questo aspetto potrebbe diventare un inciampo per voi e per i fratelli che servite ? Vi dico queste cose perché davvero molto spesso dal podio sembra che il vostro unico scopo non sia quello di incoraggiare ad avere una vita cristiana dedita al servizio a Geova ma invece una vita distratta dedita alla formale predicazione e alla deificazione del rapporto. Troppo spesso cari fratelli notiamo dalle vostre espressioni, l'imbarazzo di una rigidità compassata, spesso fatta di tradizioni orali che nascondono invece le grandi fragilità dei dubbi mai risolti. Voi in molti casi siete considerati i Bulli ma noi proclamatori consapevoli sappiamo che non è vero. A voi vengono imputati le esortazioni sbagliate le parole non dosate ma queste sono solo problemi marginali che abbiamo tutti. Quante volte anche noi nella nostra vita abbiamo dovuto morderci la lingua per quella parola che non ha dato l'esito sperato ? Abbiamo imparato a giudicare non le etichette e per questo che vi consideriamo compagni d'opera. Però voi sorveglianti fate altrettanto ?


Atti 24:16"A questo riguardo, in realtà, mi esercito continuamente per avere la consapevolezza di non aver commesso nessuna offesa contro Dio e contro gli uomini."
Sapete tempo fa la moglie di un sorvegliante ha dovuto ammettere a denti stretti questa verità. Disse infatti "Da quando non abbiamo più l'incarico e siamo tornati alla vita comune mi sono resa conto di quanto sia difficile talvolta anche la più semplice delle preparazioni come quella sul ministero del regno" Un altro sorvegliante dopo cinquant'anni di attività ammise ad una assemblea che "non sapeva piantare un chiodo nel muro" Ecco cari fratelli che avete avuto la nomina di Sorvegliante sono questo tipo di ammissioni che vi auguro non dobbiate fare mai. Mettetevi nei nostri panni. Cosa dobbiamo capire da queste considerazioni ? Dobbiamo dedurre che per tutta la durata della nomina avete distratto lo sguardo dai problemi senza mai rendervi conto davvero di quali e quante difficoltà i fratelli incontrano quotidianamente nella loro vita ? Come posso adempiere alle gravosi mansioni di responsabilità della congregazione se non so piantare un chiodo in un muro ? Riflettete Noè sapeva piantare i chiodi ? Non stiamo vivendo come ai tempi di Noè ? Alla prossima adunanza degli anziani per la nomina degli oratori alle assemblee portatevi una tavola di 4/5 cm in compensato marino, una martello da carpentiere e una manciata di chiodi da 10 cm. Togliete il privilegio a tutti quelli che non riescono a piantare un chiodo con meno di 10 colpi. Così si impara che anche per piantare un chiodo bisogna avere equilibrio.

Giobbe 37:16 "Conosci l’equilibrio della nube,Le meravigliose opere di Colui che è perfetto in conoscenza?"







15/11/14

Le 12 pietre






Ancora qualche passo e il guado, se così si può definire, sarebbe terminato. Il letto asciutto del fiume faceva non poca impressione, l'acqua sarebbe dovuta provenire da destra dalle sorgenti del monte Hermon per raggiungere il Mar Morto. Conosceva bene il fiume e sapeva che il letto prosciugato non era per opera dell'uomo. Guardava indietro la lunga carovana di persone e intuì che sarebbe stato necessario ancora molto tempo prima che tutto il popolo di Israele lo attraversasse. Una piccola parte si era fermata non molto distante da li e gli avrebbero raggiunti dopo. Per lui era molto più che una sponda del fiume era quello che aveva sempre sognato e desiderato da quando era nato. Era la fine dell'esodo, era la terra promessa da Geova. Quella terra fertile dove scorreva latte e miele ed era proprio li a pochi passi. Giosuè così si fermo poco dopo assieme ai suoi uomini. Geova gli parlò. La sacra scrittura in Giosuè 4:12 dice "E avvenne che appena l’intera nazione ebbe terminato di passare il Giordano, Geova diceva a Giosuè: 2 “Prenditi dal popolo dodici uomini, un uomo per ciascuna tribù, 3 e comanda loro dicendo: ‘Prendetevi proprio di mezzo al Giordano, dal luogo dove i piedi dei sacerdoti stettero immobili, dodici pietre, e dovete portarle con voi e depositarle nell'alloggiamento in cui alloggerete questa notte’”. Fece così chiamare i rappresentanti delle dodici famiglie, quella era un occasione che Geova aveva già comandato a Mosè di seguire poco tempo prima ( Deuteronomio 27:2 ). L'acqua sarebbe presto tornata per prendere di nuovo possesso di quel greto del fiume, ma ora si doveva commemorare quel momento. Giosuè guardava quelle pietre di fiume che a differenza di tutte le altre pietre del deserto erano piacevolmente lisce e arrotondate. Le guardava perché quando il fiume avrebbe ripreso il suo corso l'acqua le avrebbe di nuovo nascoste e sarebbero state celate per sempre dalla sua vista.

Arrivarono i rappresentati e si avvicinarono a Giosuè. Quello era il momento che tutti aspettavano, c'era gioia mischiata a stupore forse anche incredulità.  Lui davanti a se aveva questa piccola piramide di pietre. Quelle pietre non rappresentavano solo una promessa mantenuta, non erano solo la ricevuta di un pagamento che era stato onorato. Erano la conferma della presenza di Geova e della sua lealtà a chi gli era stato leale. Lealtà a chi non aveva mai ceduto, a chi aveva creduto e riposto fede in lui nonostante il deserto le serpi velenose la sete e la fame di quaranta anni nel deserto. Quelle 12 pietre sarebbero servite a ricordarsi che Geova Dio è l'unico essere supremo a cui dobbiamo dedizione e devozione .


Giosuè 4:5  e Giosuè diceva loro: “Passate davanti all’arca di Geova vostro Dio in mezzo al Giordano, e mettetevi ciascuno una pietra sulla spalla, secondo il numero delle tribù dei figli d’Israele,


Noi eravamo così, nella aridità del deserto, nel dolore di una vita ostile dove la sopravvivenza, l'ansietà e la malizia stavano per prendere il sopravvento. Poi Geova alzando il fiume ci ha permesso di raggiungere anche a noi la terra promessa spirituale. Ha svelato a noi le pietre di quel fiume che rappresentano le mantenute promesse di Geova.Anche a noi che nonostante i nostri errori ci sforziamo di rimanere fedeli ai suoi statuti, continuando a cercarlo come tesori nascosti abbiamo riconosciuto che abbiamo 12 pietre che suggellano l'entrata nella terra promessa nell'odierno regno di Dio. Abbiamo imparato che il regno è stato stabilito nei cieli ed è spirituale così abbiamo imparato che possiamo solo raggiungerlo attraverso le nostre qualità spirituali che Geova stesso ci ha svelato. Il mondo le acque del Giordano ci impediscono di arrivare al regno ma Geova ne ha interrotto il flusso e ci ha attirato a se. Così mi ha svelato le 12 qualità che dovevo imparare a coltivare
  • Ho scoperto la pietra dell'amore, che non è quell'amore debole accondiscendente, piuttosto un amore forte deciso, che non scende a compromessi che è il motore motivante di tutte le altre 11 pietre. ( Deuteronomio 30:6 ) E Geova tuo Dio dovrà circoncidere il tuo cuore e il cuore della tua progenie, affinché tu ami Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima per amore della tua vita. 
  • Ho scoperto la pietre della Fede, nel senso di sicura aspettazione che non traballa davanti a nessuna verità anche quelle più scomode. Una fede che non mi impedisce di rimettermi in discussione ( I Timoteo 5: 8) Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede. 
  • Ho scoperto la pietra della Giustizia quella bella che distingue il bene dal male e non quella che discrimina e che cede al compromesso ( Isaia 1:17,18 ) 17 Imparate a fare il bene; ricercate la giustizia; raddrizzate l’oppressore; rendete giudizio all’orfano di padre; perorate la causa della vedova”.18 “Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi”, dice Geova. “Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana. 
  • Ho scoperto la pietra della Coerenza perchè non devo predicare ciò che non credo e desidero che i frutti mostrati provengano dall'albero della verità che ho imparato a coltivare ( Matteo 7:15-20 ) 
  • Ho scoperto la pietra della Previdenza perchè i tempi sono duri e dobbiamo essere pronti per superare i tempi difficili. Noè ha dovuto costruire un arca per salvarsi la vita posso davvero credere che il prossimo Harmaghedon sia diverso ? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Empatia, della immedesimazione senza compromessi. ( Matteo 12:15 ) 15 Rallegratevi con quelli che si rallegrano; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate verso gli altri i medesimi sentimenti che avete verso voi stessi; non pensate alle cose alte, ma siate attirati dalle cose modeste. Non divenite discreti ai vostri propri occhi. 
  • Ho scoperto la pietra della Costanza quella volta a cercare l'interessi del regno ed quella che salverà sempre il fedele servitore (Daniele 12:16) Pertanto il re stesso comandò, e portarono Daniele e lo gettarono nella fossa dei leoni. Il re rispondeva e diceva a Daniele: “Il tuo Dio che servi con costanza, egli stesso ti libererà”. 
  • Ho scoperto la pietra della Sopportazione perchè nella vita le cadute e i fallimenti possono essere anche all'ordine del giorno. ( Romani 2:4 ) 4 O disprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua sopportazione e della sua longanimità, perché non sai che la benevola [qualità] di Dio cerca di condurti al pentimento? 
  • Ho scoperto la pietra del Discernimento perchè la conoscenza applicata dogmatica ti fa diventare un rumoroso clavicembalo. ( Proverbi 8:1) Non continua la sapienza a chiamare, e non continua il discernimento ad alzare la voce? 
  • Ho scoperto la pietra dell'Intraprendenza nel propormi prima che qualcuno mi chieda il suo aiuto.( Giovanni 5:30) Io non posso fare una sola cosa di mia propria iniziativa; come odo, giudico; e il giudizio che rendo è giusto, perché non cerco la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato 
  • Ho scoperto la pietra dell'Umiltà nel evitare che la gloria mostratami soddisfacesse l'egoismo ( Proverbi 5:33) Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà. 
  • Ho scoperto la pietra della passione. Ma non quella irrazionale e volta alla soddisfazione personale ma quella santa per tutto lo scibile umano, la passione per lo studio per la conoscenza del creato, per la ricerca della natura delle cose. 

Tutte queste pietre, le ho messe li per non dimenticare quanto Geova sia la mia guida e una lampada al mio cammino, ma ognuno di noi ha delle verità che gli sono state svelate e l'hanno fatto entrare nel regno. Le abbiamo dimenticate ?

Giosue 4:6 6 affinché questo serva di segno in mezzo a voi. Nel caso che i vostri figli chiedano nel tempo avvenire, dicendo: ‘Perché avete queste pietre?’ 7 allora dovrete dire loro: ‘Perché le acque del Giordano furono recise d’innanzi all’arca del patto di Geova. Quando essa passò attraverso il Giordano le acque del Giordano furono recise, e queste pietre devono servire come memoriale per i figli d’Israele a tempo indefinito’”.



06/11/14

Come sopravvive​re al tempo della fine – Perchè siamo proclamato​ri consapevol​i ?

Cari fratelli
A seguito di alcuni interventi effettuati al blog su alcuni aspetti procedurali urge fare una premessa che in effetti avrei dovuto fare sin dall'inizio. Io come tutti non sono infallibile e quindi può capitare che nelle varie peregrinazioni degli argomenti si possa in qualche modo incappare in errori più o meno evidenti. Io, così come immagino gli amministratori del blog, non abbiamo nessun timore nel correggere eventuali inesattezze, per questo sono sempre gradite le puntualizzazioni a chiunque desideri farle.


C'è però un aspetto che mi preme sottolineare a chi in particolar modo non gradisce la presenza di questo blog in rete: sforzatevi di farvene una ragione. Questo alla luce di una semplice considerazione che spero gli amministratori condividano. Il blog, nella sua impostazione principale è diventato come una zona franca, che permette a molti di voi di esprimere il dissenso che avete provato in alcuni aspetti della corsa cristiana. Chi ritiene che questo dissenso sia deplorevole e contristi lo spirito deve fare molta attenzione perchè le nostre opinioni possono essere contrastanti con quello che pensi, ma la verità è una e inviolabile... e non è detto che sia per forza la tua.

Uno degli aspetti che ci distingue come esseri coscienti è la capacità di farci domande. Le domande sono la chiavi che ci permettono di arrivare alla comprensione delle cose. Non tutte le domande però portano alla ragione delle cose. Nel giardino primordiale Eva rispondendo correttamente alle domande di Satana fu poi presa nel laccio delle sue menzogne. Geova Dio rispose alle domande di Abramo come un padre risponde alle domande di un figlio curioso cosi come Davide venne redarguito attraverso la domanda di Natan.
Nella bibbia abbiamo molti esempi di come attraverso domande sagge possiamo rivelare la verità ma anche di occultarla. Queste domande le facciamo anche noi, ma da un po' di tempo sono aumentate per tanti motivi. Ad esempio da circa un anno a questa parte ci sono stati numerosi cambiamenti che hanno coinvolto tutti gli aspetti teocratici. Nuove riviste, nuove presentazioni, nuove procedure... Le circolari sulle nuove modalità di nomina dei fratelli si sovrappongono a quelle che stabiliscono le nuove frontiere della predicazione con il web teocratico. Alcuni fratelli ci segnalano però l'imbarazzo ma forse meglio dire il disagio che provano in alcuni di questi aspetti ( il web su tutti ) per le difficoltà pratiche che questo tipo di alternativa tecnologica presenta. Le congregazioni si riempiono di tablet e la bibbia si sfoglia su display da 9 pollici attraverso app di sconosciuti compagni di fede. Io che sfoglio la bibbia di carta, sono meno spirituale ?

Quando ero ragazzo c'erano diverse cose che non gradivo in alcuni fratelli, ma solo col tempo imparai a riconoscere che alla base c'era quella sorta di visione settaria che molti avevano acquisito. Le tensioni che c'erano nella congregazione erano tali da costringermi a creare una sorta di filtro che mi permettesse di comprendere l'essenza della verità espressa da questa sedicente spiritualità. Questo filtro che mi sono creato è il risultato di una considerazione oggettiva che ad un certo punto ho dovuto dare alla mia esistenza. Questa consapevolezza l'ho avuta con una piccola vicenda di vita vissuta piuttosto banale ma che mi ha fatto riflettere.
Io e 3 mie amici fratelli un giorno decidemmo di prenderci una mezza giornata di relax sul mare. Per fare questo raggiungemmo il porto vicino per prendere a noleggio una piccola barca. Una volta in nostro possesso ci accomodammo ognuno al nostro posto e dopo aver acceso il motore raggiungemmo il largo. Dopo quasi un chilometro il sole incomincio a scaldare e così decidemmo di fare un bagno. Ma in quel momento senza che nessuno spiegasse al suo compagno cosa doveva fare nacque però una sorta di collaborazione implicita nei movimenti. Perchè ?
Perchè l'equilibrio della barca infatti poteva essere pesantemente compromesso se ad esempio tutti e quattro avessimo deciso di buttarci insieme dallo stesso lato dell'imbarcazione. Uno spostamento di ogni componente avrebbe provocato inevitabili oscillazioni ma coordinando i nostri movimenti non ci fu alcun pericolo di rovesciamento. Ora io in quel momento ho visto la congregazione come una barca e i fratelli gli ospiti di questo natante. Se avessi dovuto sempre contestare quanto di inesatto scorretto e poco cristiano vedevo avrei sicuramente compromesso l'equilibrio dei fratelli. Ma quello che compresi e che anche se avessi dovuto sempre assecondarli avrei comunque compromesso l'equilibrio della barca.
Nella congregazione non possiamo pensare di delegare ad altri la nostra spiritualità ma il problema vero e che e non possiamo nemmeno permetterci di far finta che la spiritualità malata di alcuni fratelli non sia un problema nostro. Perchè ? Semplice siamo tutti nella stessa barca.
Capitan Kirk
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